La notizia è rimbalzata nella notte dai media turchi e ha attraversato in poche ore il Mediterraneo, arrivando fino all’Italia, dove Can Yaman è da anni uno dei volti televisivi più popolari. L’attore è stato arrestato a Istanbul nell’ambito di una vasta operazione di polizia contro il traffico e il consumo di sostanze stupefacenti che coinvolgerebbe personaggi dello spettacolo, giornalisti e frequentatori abituali dei locali notturni più esclusivi della metropoli sul Bosforo.
Secondo quanto riportato dalla stampa turca, in particolare dal quotidiano Hurriyet, l’operazione è scattata dopo la mezzanotte e ha interessato nove night club della città. Un blitz definito “mirato a colpire alcune celebrità”, nel corso del quale sarebbero stati arrestati pusher, gestori di locali e alcuni clienti noti al grande pubblico. Tra questi, appunto, Can Yaman.
L’attore, protagonista negli ultimi anni di numerose produzioni di successo tra Italia e Turchia, sarebbe stato trovato in possesso di alcune dosi di droga durante i controlli. Insieme a lui sono state fermate altre sei persone, tra cui l’attrice turca Selen Gorguzel, oltre a proprietari di locali, gestori e figure attive nel mondo dei social e di YouTube. Tutti gli arrestati sono stati sottoposti a una serie di test presso l’Istituto di medicina forense per verificare l’eventuale assunzione di sostanze, il tipo e il momento del consumo.
L’indagine, avviata da tempo, riguarda diverse ipotesi di reato: dal possesso di droghe o stimolanti per uso personale all’agevolazione e all’incoraggiamento dell’uso di sostanze, fino ad accuse più gravi che comprenderebbero la facilitazione della prostituzione e la messa a disposizione di luoghi per tale attività. Nelle settimane precedenti al blitz, più di venti tra vip, giornalisti e personaggi dello spettacolo sarebbero già finiti nella rete degli inquirenti.
Un dettaglio, però, emerge con forza dalle ricostruzioni dei media turchi e ridimensiona almeno in parte la posizione dell’attore. Secondo le fonti citate da Hurriyet, la procura non avrebbe emesso un ordine di arresto specifico nei confronti di Can Yaman. Il suo fermo sarebbe avvenuto in flagranza, a seguito del ritrovamento della droga durante la perquisizione del locale in cui si trovava. A far scattare il controllo, sempre secondo il quotidiano, sarebbe stata una soffiata che segnalava l’uso di sostanze da parte dell’attore quella sera.
Il luogo del fermo sarebbe uno dei locali finiti nel mirino della polizia, tra cui anche l’Hotel Bebek, noto ritrovo dell’alta società di Istanbul. Durante l’operazione, la stampa turca ha pubblicato fotografie delle sostanze presumibilmente sequestrate, a conferma di un’azione repressiva ampia e coordinata.
La notizia dell’arresto arriva in un momento particolarmente delicato per l’immagine pubblica di Can Yaman, che nel 2025 è tornato sotto i riflettori italiani come protagonista del reboot Rai di Sandokan, dopo il successo di produzioni come Viola come il mare e la miniserie Il Turco. Nato a Istanbul nel 1989, laureato in legge, Yaman ha costruito negli anni un rapporto molto forte con il pubblico italiano, anche grazie alla perfetta conoscenza della lingua, maturata frequentando il liceo italiano nella sua città natale.
Ed è proprio questo legame con l’Italia a rendere la vicenda ancora più clamorosa. Nonostante l’arresto avvenuto in Turchia, Mediaset ha infatti deciso di non modificare la programmazione di Canale 5. La partecipazione di Can Yaman alla puntata di C’è posta per te, in onda questa sera, resta confermata. Una scelta motivata dal fatto che il programma condotto da Maria De Filippi è stato registrato nei giorni scorsi, prima che emergesse la notizia del fermo per consumo di droga.
La puntata andrà quindi regolarmente in onda, secondo il palinsesto già previsto, con Can Yaman protagonista di uno dei momenti più attesi dello show. Una decisione che inevitabilmente alimenterà il dibattito pubblico, tra chi invoca prudenza e garantismo e chi ritiene inopportuna la messa in onda in un contesto giudiziario ancora in evoluzione.
Al momento, dalle autorità turche non sono arrivati ulteriori dettagli ufficiali sugli sviluppi dell’indagine o sulle eventuali misure cautelari future nei confronti dell’attore. Resta una vicenda complessa, destinata a far discutere a lungo, sospesa tra cronaca giudiziaria, spettacolo e televisione, mentre Can Yaman, almeno per questa sera, sarà regolarmente sugli schermi italiani.







