La scena è quella classica dell’ingresso in studio, accompagnato dal “din don” che annuncia l’ospite. Conte arriva, stringe la mano al padrone di casa e a Enrico Mentana, presente per l’occasione. I toni sono leggeri, da serata celebrativa. «Innanzitutto auguri. Vedo che lei ha anche messo il vestito della festa: lei è elegantissimo», dice Conte a Vespa. Il conduttore ricambia con una battuta sull’eleganza dell’ex presidente del Consiglio.
Poi Vespa ricorda un dato curioso: Mentana è stato ospite nove volte a Porta a Porta. Conte capisce che il riferimento sia a lui e reagisce scherzando: «No, non mi rovini la reputazione così in diretta. Nove volte addirittura?». Vespa lo corregge subito, sempre sul registro ironico: «No, lei è stato ospite diciannove volte. Peggio ancora». A quel punto Conte, rivolgendosi al pubblico, commenta con una frase secca e autoironica: «Non ha nulla da fare…».
Tre parole. Nulla di più. Una battuta innocua, nel solco di quelle che affollano i talk show politici da decenni. Eppure, proprio lì succede qualcosa di strano. Nelle versioni dell’intervista ripubblicate sui canali social del Movimento 5 Stelle – YouTube, Facebook, X e Instagram – quei tre secondi risultano muti. L’immagine scorre, ma l’audio scompare esattamente mentre Conte pronuncia la frase.
Il risultato è straniante. Per chi ha visto la puntata in diretta o in replica televisiva, la battuta c’è ed è chiarissima. Per chi guarda il video sui social ufficiali del Movimento, invece, resta un vuoto improvviso, come se qualcuno avesse deciso di silenziare proprio quel passaggio. Da qui il “giallo”: scelta tecnica? Eccesso di prudenza? Zelante intervento di un social media manager? Nessuna spiegazione ufficiale, almeno per ora.
Il paradosso è che non c’è alcuna gaffe da coprire. Conte non insulta, non scivola, non dice nulla di compromettente. Al contrario, riesce persino a strappare un sorriso con una battuta autoironica sul presenzialismo televisivo. Proprio per questo il taglio appare incomprensibile e finisce per attirare più attenzione di quanta ne avrebbe avuta la frase lasciata al suo posto.
Così una serata nata per celebrare trent’anni di un programma simbolo della Seconda Repubblica si porta dietro un piccolo mistero digitale. Un frammento d’audio che c’è e non c’è, che in tv passa e sui social svanisce. E che, nel tentativo forse di evitare imbarazzi inesistenti, finisce per alimentare una curiosità ben più rumorosa della battuta originale.







