Corona contro Signorini: il 19 marzo l’udienza in tribunale. La guerra tra Fabrizio Corona e Alfonso Signorini si sposta ora nelle aule di palazzo di Giustizia. Il collegio del Tribunale civile di Milano dovrà esaminare il ricorso presentato dall’ex agente dei paparazzi contro l’ordinanza che gli ha imposto di fermare la diffusione dei video considerati diffamatori nei confronti del conduttore televisivo.
Corona non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro. Nei giorni scorsi ha annunciato pubblicamente che quella davanti ai giudici sarà, a suo dire, “una battaglia epica contro la censura”. Una dichiarazione che riassume bene il clima di scontro che si è creato attorno al caso.
Il provvedimento del giudice sui video di “Falsissimo”
Lo scorso 26 gennaio il giudice Roberto Pertile ha accolto l’istanza presentata dai legali di Signorini, gli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia. Con quell’ordinanza è stato imposto a Corona di non diffondere ulteriori contenuti ritenuti diffamatori contro il conduttore e di rimuovere quelli già pubblicati sui social e sul web.
Nel provvedimento il giudice sostiene che i video pubblicati dall’ex agente fotografico nelle puntate del suo format online “Falsissimo” abbiano alimentato un “pruriginoso interesse del pubblico” e una “morbosa curiosità per piccanti vicende sessuali”. Secondo il tribunale, Corona avrebbe accusato Signorini di aver “perpetrato condotte immorali, deplorevoli e penalmente rilevanti” senza presentare prove sufficienti, con l’effetto di ledere la sua reputazione e la sua dignità personale.
Per questo motivo l’ordinanza ha imposto non solo lo stop alla diffusione di nuovi video ma anche la rimozione di quelli già pubblicati. Il giudice ha inoltre ordinato la consegna del materiale utilizzato per realizzare le puntate: documenti, chat, immagini e video impiegati nella costruzione dei contenuti.
Il ricorso e la linea della difesa di Corona
Corona ha deciso di impugnare il provvedimento. Assistito dai suoi legali civilisti e dall’avvocato Ivano Chiesa, sostiene che la decisione del tribunale si fondi su un presupposto sbagliato.
Secondo la difesa, l’ex agente fotografico non avrebbe voluto parlare della vita privata o dei gusti sessuali del conduttore, ma denunciare l’esistenza di un presunto sistema che avrebbe comportato la commissione di reati. Da qui la scelta di presentare reclamo contro l’ordinanza, sostenendo che il provvedimento rappresenti una forma di censura preventiva.
Il punto centrale del ricorso riguarda proprio il tema della libertà di espressione garantita dall’articolo 21 della Costituzione italiana, che tutela il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Per approfondire il significato e la portata di questo principio si può consultare la voce dedicata all’articolo 21 della Costituzione.
Il fronte penale aperto dalla Procura
La vicenda potrebbe però non limitarsi alla causa civile. Il giudice Pertile ha infatti trasmesso gli atti alla Procura di Milano per valutare un’ipotesi di reato legata alla presunta violazione dell’ordinanza.
Si tratta della cosiddetta mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice, una fattispecie prevista dal codice penale per chi non rispetta volontariamente un ordine dell’autorità giudiziaria. Il reato è disciplinato dall’articolo 388 del codice penale, consultabile nella voce dedicata alla mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice
Corona contro Signorini: il 19 marzo l’udienza in tribunale
Il ricorso sarà discusso davanti al collegio del Tribunale di Milano, uno dei principali tribunali italiani per le cause legate alla diffamazione e ai conflitti tra libertà di informazione e tutela della reputazione.
La decisione dei giudici potrebbe avere conseguenze importanti non solo per i due protagonisti della vicenda ma anche per il modo in cui vengono regolati i contenuti diffusi sul web e sui social.
Corona, nel frattempo, ha ripreso la propria attività online dopo il blocco imposto da alcune piattaforme digitali e continua a rilanciare il suo format “Falsissimo”, annunciando nuove puntate e promettendo nuovi sviluppi.
Il 19 marzo, dunque, non sarà soltanto una tappa processuale. Sarà il momento in cui lo scontro tra Corona e Signorini entrerà davvero nel vivo. Da una parte la tutela della reputazione invocata dal conduttore. Dall’altra la difesa della libertà di parola rivendicata dall’ex re dei paparazzi, che promette di combattere fino in fondo quella che definisce “una battaglia epica contro la censura”.







