“Ho un’infezione grave, sto male da tre settimane. Non capiscono”. Corona la mette giù così: diretta, nervosa, con quella postura da uomo che non ammette cedimenti nemmeno quando è costretto a sdraiarsi. Il problema è che, per una volta, le frasi non bastano. Perché l’elemento che sposta tutto dal “solito show” alla zona rossa è uno solo, e non è un post: tre giorni di ricovero in cardiologia al Fatebenefratelli di Milano. Non un controllo di routine. Non una puntura e via. Cardiologia, tre giorni, e poi la notizia che avrebbe firmato per essere dimesso nonostante – secondo quanto riportato – i medici avessero preferito tenerlo ancora in osservazione.
Da qui nasce la domanda che circola ovunque da ore: ma cosa ha davvero Fabrizio Corona? La risposta, allo stato, è molto meno cinematografica di quanto piacerebbe ai commentatori: non si sa. O meglio, non è nota una diagnosi dettagliata e ufficiale. Si parla di “infezione grave” e di ulteriori accertamenti, e tanto basta per far scattare la sirena. Anche perché, nel frattempo, sul web hanno fatto il giro le immagini dell’ex paparazzo sdraiato su un lettino ospedaliero con gli elettrodi per l’elettrocardiogramma in vista. Un’immagine che di solito non si pubblica per estetica.
Nella foto, tra i dettagli che non passano inosservati, c’è quel monitor con un numero che non ha bisogno di interpretazioni creative: 167/110. Pressione alta, molto alta, sopra la media per un uomo della sua età. È un indizio, non una sentenza. Ma quando sommi cardiologia, pressione fuori scala e un ricovero di tre giorni, l’etichetta “non è certo uno scherzo” smette di essere un modo di dire e diventa una considerazione concreta.
Poi c’è l’altra faccia della storia, quella che Corona conosce benissimo: la gestione pubblica di qualunque cosa, anche della salute. L’era delle piattaforme non è fatta per la privacy. È fatta per le scene. E lui, che con la scena ci vive, sceglie comunque di comunicare via X, il social che gli è rimasto dopo la chiusura degli altri profili. Nel testo che accompagna le immagini scrive: “non mi state fermando. Mi state ricreando”. È una frase che suona come un manifesto e come un avvertimento, a seconda di chi la legge. Ma non cancella la sostanza: c’è stato un ricovero e ci sono stati parametri preoccupanti.
Intanto questa seraì, Corona dovrebbe partecipare a un evento a Napoli. Ed è qui che la storia prende la piega tipica dei personaggi che non si concedono mai davvero la pausa: ospedale, dimissioni, e subito la tappa successiva, come se il corpo fosse un dettaglio e il calendario l’unica cosa che conta.
A provare a raffreddare l’allarme ci pensa la compagna, Sara Barbieri, che su Instagram pubblica una foto di Corona con in braccio il figlio Thiago. Il messaggio implicito è chiaro: sta bene, o almeno sta abbastanza bene da stare in piedi e sorridere. Ma anche questo, oggi, non chiude niente. Perché un’immagine rassicura, non spiega.
E mentre tutti guardano il lato clinico, Corona rilancia sul lato bellico-mediatico, annunciando una nuova puntata del suo format. Qui i virgolettati sono parte della notizia, e lui li consegna senza filtri: “Allora ragazzi, due cose. Uno: il 2 marzo alle ore 21 uscirà una nuova puntata di Falsissimo, sarà una puntata terrificante. Non è che, adesso, con la causa di 160 milioni e il canale bloccato abbiamo ‘paurina’. La puntata facciamo su Signorini e Mediaset. A questo giro però rigiro le carte: gli faccio un cu*o così”.
Il punto pratico, però, è un altro: dove la manda in onda, se “tutti i suoi profili social al momento sono bloccati”, compreso YouTube? Nel testo che circola si ipotizza X come unica piattaforma disponibile, ma – è bene dirlo – resta un’ipotesi, in attesa di chiarimenti. Il resto è rumore di contorno, utile a tenere accesa la miccia mentre la notizia vera resta lì, dura e stonata: un ricovero in cardiologia, una “infezione grave” dichiarata, e una dimissione che – sempre secondo quanto riportato – sarebbe arrivata nonostante l’orientamento dei medici a prolungare l’osservazione.
Il caso si inserisce, inevitabilmente, nel braccio di ferro con Mediaset che si è intensificato tra fine 2025 e inizio 2026, culminato a gennaio con la causa civile risarcitoria da 160 milioni di euro avviata da MFE-Mediaset e con un provvedimento d’urgenza del Tribunale di Milano che ha disposto l’inibitoria dei suoi canali social, con la rimozione dei profili Instagram personali e della pagina di Falsissimo all’inizio di febbraio. Corona, dal canto suo, ha reagito parlando di “censura” e denunciando l’azienda per tentata estorsione. Ma qui il punto non è la guerra legale: è l’effetto collaterale dichiarato da lui stesso, cioè lo stress, e la sua traduzione più concreta in un reparto ospedaliero.
Quindi, come sta Corona dopo il ricovero? L’unica risposta onesta, ad oggi, è questa: è stato dimesso, la compagna dice che sta bene, e lui programma Napoli e annuncia un’uscita “terrificante” per il 2 marzo. Però le sue condizioni di salute non sono note nei dettagli. E quando in mezzo ci sono cardiologia, elettrodi e un 167/110 che fa sobbalzare chiunque sappia leggere un monitor, la curiosità morbosa diventa una domanda legittima: è davvero “solo” un’infezione, o c’è dell’altro? Per ora, fuori dai post e dai proclami, la risposta non c’è. E finché non arriva, resta quella sensazione fastidiosa: che la scena sia perfetta, ma il retroscena sia molto più serio di quanto convenga ammettere.







