Corona sbraita contro la censura per due ore… poi si autocensura: sparisce la bestemmia da Falsissimo

Fabrizio Corona nella fiction “Io sono notizia”

Corona sbraita contro la censura per due ore… poi si autocensura. C’è un punto preciso, un secondo esatto, che oggi separa due versioni della stessa puntata. È il minuto 1:18:08 dell’episodio 23 di Falsissimo, “La supponenza del potere”. In quel momento, nel pieno di un finale già carico di tensione, si sente chiaramente una bestemmia pronunciata da Fabrizio Corona. Non è un suono confuso, non è una parola strozzata o interpretabile: l’audio è netto, riconoscibile, diretto. Arriva mentre Corona sta guardando e commentando alcune immagini di Ilary Blasi nuda, un passaggio che già si muove su un terreno scivoloso tra provocazione e body shaming e che in quel punto supera definitivamente ogni limite.

La versione originale e quella “ripulita”

Chi ha visto la prima versione della puntata non ha dubbi: quella parola si sente, ed è impossibile ignorarla. Eppure, nel giro di poche ore, qualcosa cambia. Il video viene ricaricato online. Stesso titolo, stessa struttura, stessa durata apparente, ma con una differenza sostanziale: quel passaggio non c’è più. Il minuto incriminato scorre senza l’audio originale oppure con un taglio impercettibile che elimina proprio la bestemmia. Un intervento preciso, chirurgico, che non altera il flusso generale ma cancella il momento più controverso.

Corona sbraita contro la censura per due ore… poi si autocensura

La questione diventa subito evidente per chi torna a vedere il contenuto dopo la prima pubblicazione. La puntata è la stessa, ma non è più la stessa. Il finale è stato ripulito, alleggerito, reso più presentabile. E questo apre inevitabilmente una domanda: si tratta di una correzione tecnica o di una vera e propria autocensura?

Due ore contro la censura… e poi il taglio

Il contesto rende tutto ancora più significativo. Per oltre due ore Corona attacca frontalmente il sistema dei media, denuncia oscuramenti, parla di contenuti rimossi e di account bloccati, arrivando a definire la sospensione dei suoi profili come «un’operazione di censura antidemocratica». La puntata è costruita anche su questo: sulla rivendicazione di una libertà totale di parola, sulla denuncia di chi – a suo dire – decide cosa si può dire e cosa no. Eppure proprio nel finale, nel punto più estremo di quell’escalation, accade l’opposto. Il contenuto viene modificato, il passaggio più scomodo sparisce, la parola più ingombrante viene rimossa.

Un dettaglio che cambia la percezione della puntata

Non è un dettaglio secondario. Quella bestemmia rappresenta il culmine di una deriva già evidente: il momento in cui il linguaggio, dopo aver attraversato insulti, attacchi personali e volgarità, perde definitivamente ogni filtro. Nella versione originale quel finale lasciava un segno preciso, definiva il tono dell’intera puntata e ne rappresentava la chiusura simbolica. Nella versione ricaricata, invece, quel segno viene cancellato.

Il piccolo giallo che resta aperto

Resta così un piccolo giallo mediatico, destinato a far discutere. Una puntata già al centro delle polemiche per i contenuti e per i toni che, a distanza di poche ore, cambia in uno dei suoi momenti chiave. Un taglio silenzioso, senza spiegazioni ufficiali, che non altera la struttura ma modifica la sostanza. E che lascia aperta una domanda difficile da ignorare: dopo due ore passate a denunciare la censura, perché proprio quel passaggio è stato eliminato?