Dalle medaglie ai cuori infranti: le Olimpiadi diventano Uomini e Donne tra confessioni e casting per San Valentino

Siamo alle Olimpiadi o a Uomini e Donne? La domanda rimbalza tra Cortina e i social network da quando la slittinista americana Sophia Kirkby ha deciso che, oltre a inseguire millesimi sul ghiaccio, era arrivato il momento di inseguire anche qualcosa di più caldo: un appuntamento per San Valentino.

Ventiquattro anni, curriculum rispettabile – tre medaglie ai Mondiali, tra cui un argento nella gara a squadre e due bronzi nel doppio – e un debutto olimpico nel doppio femminile insieme a Chevonne Forgan. Ma a far parlare non è stata una curva perfetta o un tempo da podio. È stato un post. Uno di quelli che partono come un gioco e finiscono per diventare un fenomeno virale.

“Parteciperò da single alle mie prime Olimpiadi e mi è sembrato divertente mostrare anche come vive un’atleta il lato sentimentale dei Giochi”, ha spiegato Kirkby. E già qui si capisce che la ragazza non è solo veloce in pista, ma anche abilissima a leggere l’aria che tira. Perché se c’è un posto dove adrenalina e romanticismo possono facilmente mescolarsi, quello è il Villaggio Olimpico, specie a due giorni da San Valentino.

La competizione della statunitense termina il 12 febbraio. Due giorni dopo è il 14. La matematica, a volte, è più semplice dello slittino. E così ecco l’idea: perché non approfittarne per “bere un cappuccino con qualcuno”? Non un’uscita clandestina, non un flirt sussurrato nei corridoi del Villaggio, ma una candidatura pubblica, aperta, dichiarata. Con tanto di autodefinizione: “la scapola più ambita” dei Giochi.

Ottimismo? Sicurezza in sé? Marketing personale? Probabilmente un po’ di tutto. Fatto sta che nel giro di poche ore i messaggi sono diventati centinaia. Poi oltre 600. Tra atleti, tifosi, curiosi e – immaginiamo – una discreta percentuale di ingrifati a Cortina pronti a reinventarsi esperti di slittino pur di conquistare un caffè olimpico.

La scena è quasi cinematografica: mentre le atlete studiano la pista Eugenio Monti del Cortina Sliding Center e si giocano una medaglia storica nel debutto del doppio femminile olimpico, sullo sfondo scorre un casting sentimentale degno di un reality show. Non più solo cronometro e traiettorie, ma DM, like, cuoricini e candidature.

Kirkby, però, non si è limitata a raccogliere consensi. Ha fatto una scrematura. Seicento messaggi, due selezionati. Anche esigente, verrebbe da dire. Ma del resto, se devi scegliere un appuntamento sotto i riflettori mondiali, un minimo di selezione è comprensibile. San Valentino, per lei, non sarà una cena a lume di candela in anonimato, ma un evento che metà internet starà monitorando con la stessa attenzione riservata a una finale olimpica.

L’idea non è del tutto nuova. Qualche anno fa, a PyeongChang 2018, Lindsey Vonn aveva chiesto sui social se qualcuno fosse disponibile a passare San Valentino con lei. Ma l’operazione di Kirkby ha un sapore più contemporaneo: meno romanticismo da favola e più ironia social. È un gioco dichiarato, quasi un modo per raccontare le Olimpiadi da una prospettiva meno ingessata.

Perché dietro l’aura sacrale dei Giochi, tra inni, bandiere e medaglie, c’è pur sempre un microcosmo di ragazzi e ragazze poco più che ventenni. Con adrenalina in corpo, sogni, delusioni, e – perché no – voglia di innamorarsi. La differenza è che questa volta qualcuno ha deciso di farlo in diretta.

Il risultato? Il Villaggio Olimpico per un attimo sembra trasformarsi in uno studio televisivo. C’è chi scherza sull’arrivo di Maria De Filippi a Cortina, chi propone tronisti con il casco e chi immagina rose consegnate sul ghiaccio. Intanto, la protagonista sorride e rilancia, senza prendersi troppo sul serio.

C’è anche un altro elemento, meno frivolo di quanto sembri. In un’epoca in cui gli atleti sono brand, influencer, narratori di sé stessi, l’operazione Kirkby è perfettamente dentro il tempo. Mostrare il lato umano, vulnerabile, leggero. Far vedere che dietro la tuta tecnica c’è una ragazza che si definisce single e che non ha paura di dirlo. Anzi, lo usa come leva comunicativa.

E mentre qualcuno storce il naso – “Le Olimpiadi non sono un dating show” – altri fanno notare che nessuna regola vieta un cappuccino. Soprattutto se non interferisce con la gara. Anzi, in un contesto spesso rigidissimo, l’ironia può essere una boccata d’aria.

Resta l’immagine simbolo di questi Giochi: tra discese a 120 all’ora e podi conquistati per millesimi, c’è spazio anche per un cuore che batte fuori pista. E se per un giorno Cortina sembra più un set romantico che un’arena sportiva, forse è solo il segno che lo sport non è mai solo sport.

Il 14 febbraio, mentre qualcuno alzerà una medaglia e qualcun altro un calice, Sophia Kirkby alzerà una tazzina di cappuccino. Con uno dei due prescelti. O forse con entrambi, in appuntamenti separati, come da programma.

Altro che oro, argento e bronzo. Qui la gara è a colpi di DM. E il podio, per una volta, non si misura in millesimi ma in battiti al minuto.