Dillo con un bicchiere d’acqua: l’amore nella società liquida

“A San Valentino dillo con un bacio” era lo slogan di uno spot pubblicitario di una nota azienda italiana che invitava a regalare i suoi cioccolatini alla persona amata come simbolo del proprio amore. Di questi tempi, però, più che con un cioccolatino, si potrebbe simbolicamente parlare del proprio rapporto con un bicchiere d’acqua. Che significa? Facciamo riferimento a un’espressione molto fortunata e molto eloquente che il noto sociologo Zygmunt Bauman (1925-2017) utilizza per spiegare la società post-novecentesca. L’espressione in questione è quella di “società liquida”: il riferimento è allo stato liquido della materia, che prevede appunto fluidità, movimento, mancanza di forma fissa. Una società in cui i percorsi sono reversibili e si cambia frequentemente lavoro, città, casa. In cui mancano dei punti di riferimento rigidi.

Questo modello si oppone a quello precedente della “società solida”, caratterizzata da strutture rigide e forme fisse. Il primo testo in cui Bauman teorizza una tale distinzione è Liquid Modernity, edito nel 2000; da lì in poi sviluppa un’analisi che indaga ciascun aspetto della società sotto questa lente di ingrandimento. Per tanto non stupisce che Bauman abbia quindi dedicato un volume proprio ad uno di quegli aspetti che hanno maggiore importanza nella vita di ciascuno: i legami interpersonali. Il testo in questione è “Amore liquido. Sulla fragilità dei legami affettivi”, un titolo inequivocabile per chi abbia dimestichezza con l’autore e un sottotitolo che è già tutto dire. Il libro è edito nel 2003, ma si può dire che sia uno di quei libri che invecchiano bene, poiché la percezione comune nota una sempre maggiore disgregazione e precarietà dei rapporti, che il sociologo descrive nella sua analisi. Non si tratta solo dei rapporti interpersonali, ma anche nello specifico del legame amoroso. Bauman nota che non esistono più ruoli predefiniti o il “finché morte non vi separi”, ma vige piuttosto l’apertura a un mondo di possibilità che porta con sé la dolceamara cifra di libertà e precarietà insieme.

Bauman ritiene che nella società liquida ci approcci a un legame amoroso come ci si approccia a un bene di consumo; infatti, scrive: “E così è infatti, in una cultura consumistica come la nostra, che predilige prodotti pronti per l’uso, soluzioni rapide, soddisfazione immediata, risultati senza troppa fatica, ricette infallibili, assicurazione contro tutti i rischi e garanzie del tipo «soddisfatto o rimborsato». Quella di imparare l’arte di amare è la promessa (falsa, ingannevole, ma che si spera ardentemente essere vera) di rendere l’«esperienza dell’amore» simile ad altre merci, che attira e seduce sbandierando tutte queste qualità e promettendo soddisfazioni immediate e risultati senza sforzi.” (Bauman, Z., Amore liquido: Sulla fragilità dei legami affettivi, Laterza, Bari-Roma, 2017, p. 20).

Tuttavia, la dinamica amorosa dovrebbe distinguersi da quella consumistica perché, se quest’ultima è desiderio di appropriazione, la prima è desiderio di prendersi cura. E su questa distinzione Bauman non potrebbe essere più esplicito: “Mentre il principio del togliersi-le-voglie è inculcato a fondo nella condotta quotidiana dai poteri forti del mercato dei beni di consumo, il coltivare un desiderio sembra inquietantemente, inopportunamente, fastidiosamente propendere dalla parte dell’impegno amoroso” (Ibidem, p. 26).

L’uomo tipo della società liquida è l’uomo senza legami. Da questo punto di vista la lettura della società è sempre inevitabilmente triste e malinconica. Ma in realtà a Bauman manca il tono apocalittico. Effettivamente, a pensarci bene, la liquidità dei legami ha portato con sé anche una maggiore inclusione e accettazione di quei rapporti non appartenenti agli schemi rigidi del passato, nonché la possibilità di poter annullare quei legami affettivi che all’interno delle mura domestiche si sviluppavano in forme violente e irrispettose. La mancanza di una legge sul divorzio sarebbe oggi inconcepibile e la considereremmo come un ostacolo al pieno esercizio dei nostri diritti. Peraltro, non è detto che accumulare diverse conoscenze renda necessariamente più vuoti emotivamente. Insomma, possiamo parlare simbolicamente dell’amore con un bicchiere d’acqua, ma poi sta a noi decidere se vederlo mezzo pieno o mezzo vuoto.

Costanza Morreale