A fine giugno Massimo Giletti potrebbe chiudere un altro capitolo della sua lunga e movimentata storia televisiva. Il contratto biennale firmato con la Rai si avvicina alla scadenza e, secondo diversi retroscena che circolano negli ambienti della televisione pubblica, la possibilità di un rinnovo appare sempre più incerta.
La situazione ha un elemento curioso: la questione non sembra legata agli ascolti. Negli ultimi mesi “Lo Stato delle Cose”, il talk di approfondimento condotto da Giletti su Rai3, ha spesso superato il milione di spettatori con uno share oscillante tra il 6 e il 7 per cento. Numeri che, per un programma di analisi politica nella terza rete del servizio pubblico, non possono essere considerati negativi.
Il problema, secondo diversi osservatori, è altrove. E il punto di frizione principale sarebbe stata la decisione di ospitare Fabrizio Corona nel programma, lasciandogli spazio per una lunga serie di dichiarazioni che hanno inevitabilmente provocato un terremoto mediatico e politico.
Durante quella puntata, Corona ha lanciato accuse e insinuazioni su diversi protagonisti del mondo della comunicazione e, soprattutto, ha chiamato in causa la famiglia Berlusconi con affermazioni che hanno fatto immediatamente scattare reazioni molto dure. Tra le frasi che hanno suscitato maggiore clamore, quelle riferite al presunto interesse di Marina Berlusconi per un futuro impegno politico, accompagnate da attacchi al cosiddetto “sistema Signorini”.
Parole che non potevano passare inosservate. L’intervento, di fatto un lungo monologo televisivo, ha rapidamente fatto il giro dei media e ha riaperto uno scontro già acceso negli ultimi mesi tra l’ex fotografo e alcuni dei principali gruppi editoriali italiani.
Secondo diversi retroscena, l’irritazione della famiglia Berlusconi sarebbe arrivata fino ai vertici della Rai attraverso canali politici molto vicini a Forza Italia. In questo contesto è stato citato il ruolo di Deborah Bergamini, vicesegretaria del partito e figura storicamente legata a Marina Berlusconi, oltre che ex compagna dell’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi.
In televisione le polemiche non restano mai isolate. E nel caso di Giletti la situazione appare ancora più delicata perché la sua carriera recente è già stata segnata da una vicenda simile. Nel 2023, infatti, il suo programma “Non è l’Arena” su La7 fu sospeso con effetto immediato dopo sei stagioni di programmazione.
In quel caso si parlò apertamente di ragioni economiche. Il programma aveva costi molto elevati, stimati intorno ai duecentomila euro a puntata, una cifra considerata alta per un talk show televisivo. A fronte di questa spesa, la raccolta pubblicitaria non riusciva a coprire le uscite e il bilancio risultava sistematicamente in perdita.
Ma anche allora le polemiche editoriali avevano contribuito ad alzare la tensione. Como la parola data a personaggi come Salvatore Baiardo, noto come il “gelataio di Omegna”, che aveva parlato in studio di presunte rivelazioni su una fotografia di Silvio Berlusconi insieme ai fratelli Graviano e su altre vicende legate alla stagione delle stragi mafiose. Dichiarazioni che avevano provocato polemiche, smentite e perfino l’intervento della magistratura.
Dopo la chiusura dell’esperienza su La7, Giletti era riuscito a tornare in Rai nel 2024 con “Lo Stato delle Cose”. Un rientro reso possibile anche dal sostegno politico di Matteo Salvini, che non aveva mai nascosto la propria stima per il giornalista. Il leader della Lega aveva espresso pubblicamente solidarietà dopo la fine di “Non è l’Arena”, auspicando un ritorno in televisione del conduttore.
Oggi però lo scenario politico appare diverso. Salvini si trova in una fase di evidente difficoltà nei rapporti interni alla maggioranza e, secondo molti osservatori, non avrebbe più lo stesso peso nei delicati equilibri che regolano il servizio pubblico.
Anche all’interno della Rai, inoltre, i rapporti di forza sono cambiati. Il presidente facente funzioni Antonio Marano, figura storicamente vicina alla Lega, non avrebbe esercitato particolari pressioni per difendere il futuro televisivo di Giletti. E l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, avrebbe scelto di non procedere al rinnovo del contratto.
A rendere il quadro ancora più complesso c’è poi il contesto politico generale. Giorgia Meloni ha in corso una causa per diffamazione aggravata contro Corona, e questo rende ancora più delicata la presenza dell’ex fotografo nei programmi del servizio pubblico.
Lo stesso Giletti, in fondo, sembra avere intuito che il futuro della sua trasmissione non fosse più così solido. Quando il direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini, ha comunicato che il programma si sarebbe fermato a fine marzo per esaurimento del budget, il conduttore ha chiuso una puntata con parole che suonavano quasi come un commiato: «Per un po’ staremo ancora qua, poi vedremo».
A Fanpage aveva commentato la vicenda con una frase altrettanto significativa: «Viva il merito». Una battuta che lasciava trasparire amarezza e che molti hanno interpretato come una critica indiretta alle dinamiche interne dell’azienda.
Per il momento non esiste alcuna decisione ufficiale definitiva. Ma tra scadenze contrattuali, tensioni politiche e polemiche mediatiche, il futuro di Massimo Giletti in Rai appare sempre più incerto. E per il conduttore si aprirà l’ennesimo capitolo di una carriera televisiva segnata da successi, polemiche e improvvisi cambi di scena.







