La Principessa di Borbone e il delfino di Le Pen: tra gossip e nobiltà, Parigi scopre la sua possibile Première dame italiana

Marine Le Pen

La scena sembra uscita da un film di Sorrentino girato sulle rive della Senna: lui in abito scuro, sorriso misurato da politico in ascesa; lei con portamento regale e un cognome che profuma di storia antica. Jordan Bardella e Maria Carolina di Borbone sono usciti fianco a fianco dal gala per i duecento anni di Le Figaro e Parigi, che di amori potenti ne ha visti parecchi, ha subito drizzato le antenne.

Non è solo cronaca rosa. Se Marine Le Pen non dovesse ribaltare in appello la sua incandidabilità, Bardella diventerebbe il candidato naturale dell’estrema destra francese per l’Eliseo 2027. E a quel punto la possibile Première dame non sarebbe un’attrice o una manager, ma una principessa italiana di ventidue anni, educazione cosmopolita e un esercito di follower.

Ridurre Maria Carolina a semplice fidanzata di turno sarebbe però un errore grossolano. La ragazza è il prodotto di un intreccio raro tra sangue blu, finanza globale e identità meridionale. Figlia del principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie e di Camilla Crociani, è diventata nel 2016 l’erede designata della casata grazie a una decisione che ha fatto tremare i salotti nobiliari: l’abolizione della Legge Salica.

Il padre, con un atto sovrano, ha stabilito che le donne possono succedere al trono dinastico, proclamando Maria Carolina Duchessa di Calabria e futuro capo della famiglia. Un gesto presentato come svolta “femminista”, ma che ha scatenato una guerra legale con il ramo spagnolo dei Borbone, guidato da Pedro di Borbone, deciso a non mollare scettri e onorificenze.

Mentre gli avvocati si affrontano nei tribunali europei, il Mezzogiorno ha già scelto la sua regina pop. Maria Carolina e la sorella minore Maria Chiara sono diventate icone dei movimenti neoborbonici: presenze fisse a Napoli, visite a quartieri storici, eventi benefici, foto con anziani e bambini. Per molti meridionali rappresentano un risarcimento simbolico contro l’Italia unitaria percepita come matrigna.

Ma il fascino della giovane principessa non nasce solo dalla genealogia. Dietro di lei c’è un patrimonio che sembra scritto da un romanziere con gusto per i colpi di scena. La madre Camilla Crociani è figlia di Camillo Crociani, potente presidente di Finmeccanica negli anni Settanta, travolto dallo scandalo Lockheed e fuggito all’estero in elicottero nel 1976.

Dalla latitanza messicana l’imprenditore costruì una rete di società e trust che negli anni si è trasformata in un tesoro internazionale: partecipazioni industriali, immobili di pregio, la Vitrociset – gigante dei sistemi radar e del controllo aereo – poi ceduta a Leonardo. Un’eredità custodita a lungo dalla nonna Edoarda Vessel, ex attrice e signora mondana, finché tra madre e figlia non è esplosa una causa milionaria.

Nel 2017 la Corte Reale di Jersey ha dato ragione a Camilla, stabilendo che il “Grand Trust” alle Bahamas era stato depauperato e andava ricostituito a favore delle nipoti. Da allora Maria Carolina viaggia tra Monte Carlo, Parigi e Roma con lo status di una delle giovani più ricche d’Europa, mescolando eventi charity, sfilate e diplomazia informale.

È questo il profilo che ha colpito la stampa francese: non la solita influencer, ma un personaggio capace di connettere mondi lontanissimi. Bardella, cresciuto nelle banlieue e diventato volto rassicurante dell’ultradestra, avrebbe accanto una compagna che porta in dote castelli simbolici, memorie monarchiche e relazioni economiche internazionali.

A Parigi qualcuno già sogna una narrazione alla Grace Kelly in salsa mediterranea. Altri temono l’effetto boomerang: la Francia repubblicana potrebbe digerire male l’idea di una Première dame con titoli nobiliari e corte di fedelissimi napoletani. Ma la politica, si sa, vive di suggestioni prima ancora che di programmi.

Intanto la famiglia Borbone osserva con prudenza. Il principe Carlo ha sempre tenuto un profilo istituzionale, dialogando con Vaticano e governi locali, ma l’eventuale ingresso della figlia nel palazzo dell’Eliseo cambierebbe le carte del gioco. I cugini spagnoli già affilano le lame: temono che l’esposizione mediatica rafforzi la legittimità del ramo “francese”.

Per i movimenti identitari del Sud l’ipotesi è quasi mistica: una Borbone sul tetto di Francia, mentre a Napoli si canta ancora l’inno del Regno perduto. Per i salotti parigini è soprattutto un affare di stile e potere: la coppia Bardella–Carolina mescola nazionalismo e glamour, ordine e favola dinastica.

Resta da capire se l’avvistamento al gala di Le Figaro sia l’inizio di una storia vera o solo un capitolo ben orchestrato di marketing politico. Di certo, nel grande teatro europeo, è comparsa una protagonista che nessuno aveva previsto. E se davvero la strada per l’Eliseo passerà anche per lei, la prossima Première dame potrebbe presentarsi non con un tailleur repubblicano, ma con l’eco lontana dei tamburi di Gaeta.