Lucio Presta riapre i conti con Bonolis e Amadeus: nel libro attacca Sonia Bruganelli e Giovanna Civitillo e racconta rotture, accuse e “tradimenti”

Un libro, quando è scritto da un agente che per anni ha avuto in mano carriere e retroscena, non è mai soltanto un’autobiografia. È una ricostruzione, certo, ma anche un regolamento di conti. Le nuove anticipazioni che circolano su “L’uragano”, il volume in cui Lucio Presta ripercorre passaggi cruciali della sua storia professionale, sembrano muoversi esattamente in questa direzione: una narrazione che non si limita a raccontare la rottura con Paolo Bonolis e quella con Amadeus, ma individua due figure femminili come detonatori dei conflitti. Sonia Bruganelli e Giovanna Civitillo. Due nomi che, per ragioni diverse, gravitano da anni attorno a due dei volti più riconoscibili della tv italiana. E che qui diventano, nella versione dell’ex manager, il cuore di una storia di sospetti, accuse, risentimenti.

Va detto subito, per chiarezza: si tratta del racconto di una sola parte, quello di Presta, messo nero su bianco in un libro. Non di sentenze, non di verità accertate. Nel testo, però, l’ex agente parla con toni perentori, come se stesse chiudendo una pratica rimasta aperta troppo a lungo. E il punto, in questo tipo di operazioni editoriali, è proprio lì: non tanto nel fatto che un protagonista si racconti, quanto nel modo in cui chiama in causa gli altri, attribuendo intenzioni, strategie e perfino menzogne.

Nel capitolo dedicato a Paolo Bonolis, Presta colloca l’episodio decisivo nel 2024, quando, dopo la separazione, il conduttore avrebbe iniziato a valutare un possibile ritorno in Rai. Un’ipotesi che, nella ricostruzione, sarebbe stata incoraggiata proprio da lui. È in quel passaggio che entra in scena Sonia Bruganelli. Secondo Presta, la ex moglie di Bonolis non avrebbe condiviso la prospettiva del servizio pubblico: nel suo racconto, un eventuale trasloco in Rai avrebbe inciso sul suo perimetro professionale, perché “non avrebbe più potuto produrre i suoi programmi”. Non solo. Sempre secondo l’ex agente, Bruganelli avrebbe avuto anche un interesse ulteriore: mantenere Bonolis a Mediaset per aumentare le possibilità di ottenere un ruolo da opinionista all’Isola dei Famosi.

Fin qui, siamo nel terreno scivoloso delle interpretazioni: ciò che qualcuno “avrebbe voluto”, ciò che qualcuno “avrebbe temuto”. Poi, però, nella narrazione di Presta, arriva la bomba. L’ex manager sostiene che a Bonolis sarebbe stato riferito un racconto preciso: l’accusa di un tradimento, un’ipotetica relazione tra Presta e Bruganelli. Lui respinge l’idea e descrive la propria reazione come immediata, dura e anche vendicativa.

In un passaggio riportato come virgolettato, Presta scrive di aver replicato così: “Ti vorrei dire che tua moglie è stata con quel chirurgo, quel noto conduttore, quel noto cantante che ha vinto Sanremo, quel noto ballerino, quel dirigente e altri che vorrei evitarti, con un artista di un musical, forse una delle poche volte che l’ho vista innamorata di un uomo. E attenzione, quella persona l’hai portata con te e con me a Firenze”. Parole pesanti, che chiamano in causa “presunti amanti” senza nomi, ma con un effetto chiarissimo: alzare il livello del conflitto e spostarlo dal piano professionale a quello personale.

Da lì, secondo Presta, il rapporto con Bonolis avrebbe iniziato a degradarsi. L’ex agente racconta una fase in cui il conduttore gli avrebbe chiesto di continuare a vedersi senza che l’ex moglie lo sapesse. Poi, “gradualmente”, sarebbe arrivato il distacco definitivo, fino alla rottura personale e professionale. Presta aggiunge un dettaglio che, nel libro, suona come una rivendicazione: sostiene di poter dimostrare quanto scritto e dice di aver registrato l’incontro con il conduttore. Anche qui: è una dichiarazione, non una prova resa pubblica. Ma è il tipo di frase che, dentro un memoir del genere, viene inserita per blindare il racconto, per renderlo meno opinabile, per suggerire che esista una “documentazione” pronta a uscire.

Nel tirare le somme, l’ex manager arriva a una definizione che sposta tutto in una dimensione psicologica quasi estrema. Nella sua lettura del legame tra Bonolis e Bruganelli, Presta scrive: “Voglio continuare a illudermi perché la sua è la sindrome di Stoccolma, probabilmente è perdutamente innamorato del suo aguzzino ed è prigioniero di un maleficio”. È una frase che dice molto più dell’autore che del bersaglio: racconta rabbia, frustrazione, la sensazione di essere stato estromesso non da una scelta professionale, ma da un meccanismo relazionale più grande. Il punto, per lui, non sarebbe soltanto la fine di una collaborazione, ma l’idea che qualcuno abbia “chiuso” una porta usando una bugia come grimaldello.

Se il capitolo Bonolis ha il ritmo di una separazione raccontata come tradimento e controllo, quello su Amadeus si muove sul terreno della gratitudine negata e dell’influenza familiare. Presta colloca la frattura alla vigilia dell’ultimo Festival di Sanremo condotto da Amadeus in Rai. Sostiene di essere stato “allontanato” poco prima del Festival e rievoca un messaggio che considera emblematico: “Mi mandò un messaggio in cui mi chiedeva di non partecipare all’ultima edizione del Festival perché la cosa lo avrebbe messo in imbarazzo”. Nella sua ricostruzione, Amadeus avrebbe scelto di proseguire senza di lui e, soprattutto, di affidarsi ai consigli della moglie Giovanna Civitillo. Ed è qui che il tono, nel libro, diventa apertamente accusatorio.

Presta respinge l’idea che Civitillo lo abbia mai sostenuto. “Molti dicono che sia stata la moglie a consigliare ad Amadeus di avermi vicino, ma è falso. Se c’è una persona che lavora contro di me è proprio Giovanna”. Poi aggiunge un altro passaggio, che è insieme rivendicazione e rimprovero: “Le ho fatto guadagnare i soldi che mai aveva visto”. E dettaglia ciò che sostiene di aver favorito per lei, specificando di non aver chiesto percentuali. “Ho insistito molto con Costa Crociere perché la prendesse come testimonial durante il Festival. Facendola pagare una cifra che nella sua vita non ha mai guadagnato. Ho chiesto ad Antonella Clerici di chiamarla nel suo programma di mezzogiorno una o due volte a settimana e farle fare alcune televendite. L’ho sostenuta tutte le volte che ho potuto. E senza mai chiedere un euro di percentuale dai lavori che le ho procurato”.

Nel libro, infine, l’ex manager torna sulla scelta di Amadeus di lasciare la Rai per Discovery, sostenendo che la decisione sarebbe stata presa senza consultarlo e dipingendola come una svolta sbagliata. La parola che usa è una sola, ripetuta come una sentenza: “flop”. “Mi dispiace molto per la fine della nostra storia. E quest’amarezza è ancora più accentuata dalla serie di flop che purtroppo Amadeus ha inanellato nella sua nuova avventura televisiva”. “Ha lasciato la Rai per andare a fare questa esperienza che purtroppo per lui si rivela la più dannosa per la sua carriera. Nel giro di qualche settimana ha smesso di essere il numero uno ed è diventato un artista che non ha molto da dire alla televisione”.

Il quadro complessivo che emerge da queste anticipazioni è chiaro. Presta racconta due rotture come se fossero state causate meno da scelte di lavoro e più da dinamiche di potere domestico. Da un lato la presunta bugia di Bruganelli, dall’altro l’azione “contro” attribuita a Civitillo. È una trama che, inevitabilmente, fa rumore perché sposta il baricentro: non “ho perso un cliente”, ma “mi hanno tolto un uomo”. E quando una storia viene impostata così, lo scontro non è più tra professionisti. Ma tra cerchi di fiducia, alleanze, persone che si parlano e decidono.

Resta una domanda, che per ora non ha risposta pubblica: quanto di tutto questo verrà contestato, smentito, replicato? Perché “L’uragano”, se davvero vuole essere un libro definitivo, difficilmente potrà restare un monologo. Ma intanto la strategia comunicativa è già scritta. Presta ha scelto le parole più urticanti, ha legato i suoi addii a due nomi che fanno notizia. E ha lasciato intendere di avere strumenti per sostenere la propria versione. Il resto, come sempre in tv, è la parte che arriva dopo. Quando il silenzio smette di essere prudenza e diventa, per forza, una risposta.