Novantacinque anni e non sentirli: l’Amerigo Vespucci sfida il tempo e racconta l’Italia al mondo

Amerigo Vespucci 95 anni: la nave scuola simbolo della Marina italiana. Il 22 febbraio 1931, dalle banchine del Regio Cantiere Navale di Castellammare di Stabia, una nave scivolò in mare e cambiò la storia della Marina. Quel giorno nacque l’Amerigo Vespucci. Da allora, il suo nome richiama tradizione, orgoglio e senso di appartenenza.

Una nave pensata per formare

L’ingegnere Francesco Rotundi progettò il Vespucci con un obiettivo chiaro. Doveva formare gli allievi ufficiali. Doveva insegnare disciplina, rispetto per il mare e spirito di servizio. Elena Cerio lo battezzò. Poco dopo, la nave iniziò la sua vita operativa.

Nei primi anni navigò insieme alla gemella Cristoforo Colombo. Le due unità solcarono mari lontani. A bordo crebbero intere generazioni di ufficiali. Il Vespucci non offrì solo addestramento tecnico. Trasmetteva anche un’idea di Marina fondata su rigore e responsabilità.

Da nave scuola a simbolo nazionale

Con il tempo, il ruolo del Vespucci cambiò. La nave superò i confini della sua missione iniziale. Divenne un simbolo riconosciuto in tutto il mondo. Ogni porto toccato raccontava qualcosa dell’Italia. Le sue vele e i suoi alberi non mostrano solo eleganza. Raccontano una storia fatta di lavoro, sacrificio e tradizione. Per questo il Vespucci non rappresenta solo la Marina. Rappresenta il Paese.