Oblio oncologico, più facile l’accesso alle politiche attive del lavoro per chi è guarito dal tumore

Rendere effettiva la parità di opportunità nel lavoro per chi ha superato una patologia oncologica. È questo l’obiettivo del decreto n. 4/2026, adottato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro della Salute, che dà piena attuazione alla legge sull’oblio oncologico e rafforza l’accesso alle politiche attive del lavoro per le persone guarite dal cancro.

Il provvedimento, frutto di un confronto con le associazioni dei pazienti, punta a garantire che la guarigione non resti un traguardo solo sanitario, ma coincida con un reale nuovo inizio anche sul piano professionale, libero da pregiudizi e barriere sociali ed economiche.

«Con questo decreto compiamo un passo che tocca la vita concreta delle persone», ha dichiarato la ministra Marina Calderone, sottolineando come l’attuazione dell’oblio oncologico significhi affermare che la storia clinica non può tradursi in un ostacolo nel lavoro, nella carriera o nella formazione. Il decreto, ha spiegato, mette a disposizione strumenti concreti per accompagnare il rientro al lavoro, sostenere la crescita professionale e valorizzare le competenze.

Nel dettaglio, il testo assimila le persone guarite da patologie oncologiche ai soggetti in condizione di fragilità, consentendo loro di accedere più facilmente ai principali strumenti delle politiche attive. Tra questi figurano il Programma GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), il Fondo Nuove Competenze, l’Assegno di Inclusione (ADI) e il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), laddove siano rispettati i requisiti economici previsti. Inoltre, per queste persone potranno essere attivati gli “accomodamenti ragionevoli”, già previsti dalla normativa a tutela dei diritti delle persone con disabilità.

Il decreto mette al centro le competenze, sia quelle già possedute sia quelle attivabili attraverso percorsi di riqualificazione e aggiornamento, con l’obiettivo di favorire l’inserimento, la permanenza e l’evoluzione professionale nel mercato del lavoro.

Un’attenzione particolare è riservata a chi ha affrontato la malattia in età pediatrica. «Oltre 50.000 persone guarite da tumore infantile potranno beneficiare delle tutele previste dalla legge e guardare al futuro con maggiore serenità», ha evidenziato la viceministra con delega alle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci, ribadendo l’impegno del Governo a favore delle persone colpite da patologie oncologiche.

Il decreto si inserisce in un quadro più ampio di interventi: dal rafforzamento delle tutele per i lavoratori in cura, alla semplificazione delle donazioni al Terzo Settore, fino all’incremento, nella legge di bilancio 2026, del Fondo per l’assistenza ai bambini malati oncologici, che riceverà 2 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028.

Con l’attuazione dell’oblio oncologico, il lavoro diventa così uno degli strumenti centrali di inclusione e dignità, segnando un passo avanti nel riconoscimento dei diritti di chi ha già affrontato e superato una delle prove più difficili della vita.