Pasquetta, perché facciamo la grigliata? Storia, segreti e piatti tipici

Pasquetta, grigliata – Ipa @lacapitalenews.it

La grigliata di Pasquetta è il rito collettivo degli italiani, un’istituzione che fonde sacro e profano in un mix esplosivo di socialità. Ma vi siete mai chiesti perché, appena arriva il Lunedì dell’Angelo, sentiamo l’irrefrenabile bisogno di fuggire dalla città, fare le “scampagnate”, andare al parco, fare una grigliata in terrazza?

Perché si va “fuori porta”?

La risposta è scritta nei testi sacri. La tradizione del viaggio di Pasquetta nasce dall’episodio evangelico dei discepoli di Emmaus. Il giorno dopo la Resurrezione, due seguaci di Gesù si misero in cammino verso un villaggio poco distante da Gerusalemme. Quella “passeggiata” verso l’ignoto è diventata nei secoli il dovere morale di abbandonare le mura domestiche. La scampagnata è il nostro pellegrinaggio verso la primavera: non si cambia solo luogo, si cambia ritmo, celebrando la vita che ricomincia all’aria aperta in primavera.

Il trionfo dei piatti “di recupero” e tradizionali

Se la religione spiega il “dove”, la fame spiega il “cosa”. La Pasqua è fatta di tavole imbandite di piatti tipici della tradizione e il lunedì diventava il giorno della consumazione degli avanzi del giorno di Pasqua. In questo giorno la griglia è la regina indiscussa ma ci sono alcuni piatti tipici regionali che non possono mancare sulla tavola degli italiani.

  • Il famoso “ruoto” di Casatiello: In Campania, la Pasquetta senza queste torte rustiche cariche di salumi, formaggi e uova sode non esiste.
  • La Torta al Formaggio: Tipica dell’Umbria e delle Marche, perfetta per accompagnare il salame corallina.
  • La Frittata di Maccheroni: Il piatto di recupero per eccellenza, croccante e saporito, ideale da mangiare freddo sul prato.
  • Carciofi e Agnello: Mentre l’agnello “scottadito”, gli arrosticini, le salsicce e le braciole sfrigolano sulla brace, i carciofi interi vengono buttati direttamente sulla brace.

Sulla tavola non possono mai mancare anche i dolci della tradizione pasquale, come:

  • pastiera napoletana
  • colomba pasquale
  • pardulas sarde
  • scarcelle pugliesi

Il segreto dei “Treni Popolari”

Forse non tutti sanno che la Pasquetta come fenomeno di massa deve molto a una spinta politica del secolo scorso. Negli anni ‘20 e ‘30 vennero istituiti i “Treni popolari”: trasporti a prezzi stracciati per permettere agli operai di vedere il mare o la montagna.

Poiché il budget era ridottissimo, il ristorante era un lusso inarrivabile. Così nacquero le prime “borse termiche” ante-litteram: le famiglie partivano con tutto l’occorrente e il fuoco improvvisato diventava il centro del mondo. Era un modo democratico ed economico per trasformare pochi tagli di carne povera in una festa per tutti.

La brace che accomuna tutti e tutte

Perché la grigliata resiste a mode, diete e tecnologia? Perché intorno al fuoco non esistono gerarchie. C’è chi soffia sulla brace, chi taglia il pane, chi versa il vino “frizzantino” e chi si limita a dare consigli non richiesti al grigliatore di turno.

La Pasquetta è una forma di resistenza, è l’unico momento dell’anno in cui il tempo si dilata davvero, i telefoni restano in tasca e le conversazioni durano ore tra il profumo di rosmarino e il grasso che cola. Essere “fuori porta”, in fondo, significa sentirsi parte di qualcosa di più semplice e più vero. Anche se torneremo a casa con i vestiti che sanno di fumo, per un giorno saremo finalmente un po’ più felici e distaccati dalla monotonia dei giorni feriali.