Sigarette, da oggi prezzi in aumento: ecco quali marche costeranno di più

Sigarette foto IPA @lacapitalenews.it

L’aggiornamento, ufficializzato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, è l’effetto diretto delle nuove accise introdotte con l’ultima Legge di Bilancio. Infatti da oggi, venerdì 13 marzo 2026, scatta una nuova ondata di rincari che colpirà i listini di numerosi marchi di sigarette, tabacco e prodotti di nuova generazione.

L’aumento non è isolato, ma rappresenta il terzo ritocco verso l’alto in pochi mesi. Dopo i rincari di gennaio e febbraio, i fumatori si troveranno a pagare mediamente tra i 10 e i 12 centesimi in più a pacchetto. Un balzo che, per le marche di fascia alta, spinge il prezzo finale oltre la barriera psicologica dei 6,30 euro per la confezione da venti pezzi. Un colpo che per chi consuma un pacchetto ogni due giorni si traduce in una spesa extra di oltre 40 euro l’anno.

Le marche coinvolte

La “stangata” di marzo non risparmia i brand più venduti e amati dai consumatori. Nel nuovo listino prezzi aggiornato figurano nomi pesanti del mercato:

  • Marlboro (nelle varianti Red, Gold e Silver);
  • Merit;
  • Camel (Blue e Filters);
  • Philip Morris (Blue e Red).

Rincari anche su tabacco riscaldato ed e-cig

Oltre alle sigarette tradizionali, il provvedimento dell’Agenzia delle Dogane coinvolge anche i trinciati per chi preferisce “rollare”, i sigari e i prodotti accessori da fumo. La strategia fiscale del governo non lascia via d’uscita nemmeno a chi è passato alle alternative tecnologiche. Anche le ricariche per i dispositivi a tabacco riscaldato subiranno un incremento graduale delle accise, con l’obiettivo dichiarato di pareggiare la tassazione con le sigarette classiche entro il 2027.

Non si salvano nemmeno coloro che utilizzano la cosiddetta “svapo”: per i liquidi delle sigarette elettroniche sono previsti aumenti tra i 5 e i 10 centesimi per ogni flacone da 10 ml, indipendentemente dalla presenza o meno di nicotina.

Perché queste continue variazioni?

Il rincaro del 13 marzo fa parte di un piano pluriennale di adeguamento fiscale previsto dalla Legge di Bilancio. Tra il 2026 e il 2028, la tassazione sulle sigarette è destinata a crescere progressivamente, agendo soprattutto sulla componente fissa dell’imposta.

L’obiettivo è duplice: da un lato, allineare l’Italia ai parametri di prezzo europei riducendo il divario tra prodotti economici e premium; dall’altro, utilizzare la leva del prezzo come deterrente per ridurre il consumo di tabacco tra la popolazione, garantendo allo stesso tempo entrate costanti per le casse dello Stato.

Cosa succede in tabaccheria?

L’impatto per i consumatori sarà istantaneo. I rivenditori e le tabaccherie su tutto il territorio nazionale adegueranno i prezzi non appena i sistemi informatici dei distributori ufficiali riceveranno i nuovi database fiscali. Da venerdì mattina, dunque, chiunque si recherà al bancone troverà già i prezzi aggiornati secondo le nuove tariffe.