La televisione pubblica, si sa, è un terreno dove polemiche e retroscena non mancano mai. L’ultimo caso riguarda Tommaso Cerno, direttore del quotidiano Il Giornale e presenza televisiva sempre più frequente nei programmi Rai. Dopo il debutto della sua striscia quotidiana “2 di picche” su Rai2, che non ha brillato negli ascolti, il giornalista si ritrova ora al centro di una nuova polemica che mescola televisione, famiglia e social media.
Al centro della vicenda c’è Giada Balloch, 21 anni, figlia del compagno di Cerno, Stefano Balloch. Secondo alcune ricostruzioni circolate online e rilanciate da pagine social molto seguite, la giovane lavorerebbe da circa sette mesi come social media manager collegata alla presenza di Cerno all’interno di Domenica In, lo storico programma della domenica pomeriggio condotto su Rai1 da Mara Venier.
La coincidenza temporale ha alimentato il sospetto: l’ingresso della ragazza nel team digitale del programma sarebbe avvenuto nello stesso periodo in cui Cerno ha iniziato a comparire stabilmente nello show.
Il caso social manager a Domenica In
La vicenda prende corpo soprattutto grazie a un dettaglio che emerge da LinkedIn, la piattaforma dedicata al networking professionale. Proprio lì Giada Balloch descriverebbe il proprio ruolo in termini piuttosto precisi. Nel profilo si parla infatti di “implementazione della strategia, creazione e gestione dei contenuti digitali relative alla partecipazione di Tommaso Cerno al programma tv Domenica In su Rai1”.
Una descrizione che, secondo chi ha rilanciato la notizia, farebbe pensare a un incarico cucito su misura proprio per promuovere la presenza televisiva del giornalista. Sempre secondo quella ricostruzione, la giovane si occuperebbe anche della distribuzione sui social dei contenuti legati al segmento televisivo.
Il punto delicato della questione non riguarda tanto la presenza di un giovane professionista nel mondo dei social media, ormai indispensabile nella promozione dei programmi televisivi, quanto il possibile legame familiare con uno dei protagonisti della trasmissione. In un’azienda pubblica come la Rai, infatti, ogni sospetto di favoritismo o incarichi “ad personam” finisce inevitabilmente sotto la lente del dibattito politico e mediatico.
La smentita di Cerno e la polemica sui social
Tommaso Cerno, però, respinge con decisione ogni accusa. Secondo il direttore del Giornale si tratterebbe dell’ennesima “fake news” costruita per colpirlo. In particolare, il giornalista sostiene che Giada Balloch non abbia alcun contratto con la Rai e che la vicenda sia stata gonfiata artificialmente per alimentare una polemica.
Il caso si inserisce in un momento particolare della carriera televisiva di Cerno. Oltre alla presenza a Domenica In, il giornalista ha infatti debuttato con una nuova striscia quotidiana su Rai2. Un programma breve, intitolato “2 di picche”, che avrebbe un compenso stimato intorno ai 3 mila euro a puntata. Una cifra che, proiettata sull’intera stagione televisiva, supererebbe i 200 mila euro complessivi.
Proprio su questo fronte sono arrivati alcuni commenti critici, legati soprattutto agli ascolti della trasmissione, giudicati inferiori alla media della rete. In questo clima già teso, la storia della figliastra coinvolta nella gestione social ha trovato terreno fertile per diventare un nuovo caso mediatico.
Tra televisione, politica e famiglia
A rendere la vicenda ancora più sensibile è anche il profilo familiare della giovane. Giada Balloch è infatti figlia di Stefano Balloch, politico di Fratelli d’Italia ed ex sindaco di Cividale del Friuli. Una connessione che ha inevitabilmente attirato l’attenzione di chi osserva con sospetto i rapporti tra politica, televisione pubblica e nomine interne.
In questo quadro sono circolate anche alcune immagini che mostrerebbero Stefano Balloch negli studi Rai insieme a Giampaolo Rossi. Fotografie che non dimostrano nulla di concreto ma che, nel circuito delle polemiche social, vengono utilizzate per rafforzare il racconto di possibili relazioni privilegiate.
Resta il fatto che la Rai, come principale servizio pubblico radiotelevisivo italiano, è spesso al centro di discussioni su trasparenza, incarichi e opportunità professionali. Un tema ricorrente nella storia dell’azienda, che può essere approfondito anche nella scheda dedicata alla RAI o nelle informazioni istituzionali disponibili sul sito del Ministero dell’Economia, azionista di riferimento della società.
Per ora la vicenda resta sospesa tra accuse e smentite. Da una parte le ricostruzioni che parlano di un ruolo social legato alla presenza televisiva di Cerno, dall’altra la smentita secca del diretto interessato. Come spesso accade nei casi che mescolano televisione pubblica e relazioni personali, la polemica corre più veloce delle verifiche.







