Vance, la notte milanese fuori protocollo: passeggiata sotto la pioggia tra Duomo, Scala e Brera dopo la cena di gala

Milano, Giochi Olimpici Milano Cortina 2026, il vicepresidente americano Vance sulle tribune durante l’incontro del Gruppo A del turno preliminare femminile tra Stati Uniti e Cechia

La decisione matura quando Milano ha già abbassato il volume e la pioggia continua a scendere senza interruzione. Sono passate da poco le 23 quando, all’Hotel Gallia, scatta una sequenza di messaggi rapidi e telefonate sussurrate. Nessun briefing formale, nessun percorso stabilito da giorni. Solo una richiesta semplice e, per certi versi, destabilizzante per chi deve garantire la sicurezza: uscire a piedi.

J.D. Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, e la Second Lady Usha Vance decidono di concedersi una passeggiata notturna nel cuore di Milano. Nonostante la pioggia, nonostante il protocollo, nonostante la complessità logistica che accompagna ogni movimento di una delle figure più sorvegliate al mondo.

I figli sono già a letto, affidati alle tate. La serata ufficiale è finita da poco. Lei ha cenato con i bambini al ristorante Pianeta Luna, a poche centinaia di metri dall’albergo. Lui era impegnato alla Fabbrica del Vapore, alla cena di gala del Comitato Olimpico Internazionale, insieme al segretario di Stato Marco Rubio. Al rientro, nessuna voglia di chiudere la giornata tra le pareti della suite.

La scelta di muoversi a piedi impone una riorganizzazione istantanea della sicurezza. Niente van, niente colonne di mezzi, niente sirene. Ombrelli scuri, giacche chiuse, armi coperte. Un understatement forzato, per quanto possibile. Il corteo prende forma in pochi minuti, quasi mimetizzato nel buio e nella pioggia.

Il primo tratto è protetto dai portici di via Vittor Pisani. Poi l’attraversamento di piazza Repubblica, con le facciate illuminate degli hotel e il traffico ormai ridotto al minimo. Il passo è sostenuto, lo sguardo attento. All’altezza del consolato americano, in via Cavour, il gruppo rallenta appena. Nessuna sosta, nessuna esposizione inutile.

L’itinerario cambia più volte. All’ingresso di via Manzoni arriva una deviazione improvvisa in via della Spiga, già toccata di sfuggita nel tardo pomeriggio durante uno spostamento in auto di ritorno dall’Ice Hockey Arena di Rho. Le vetrine sono spente, i marciapiedi lucidi di pioggia. Milano, a quell’ora, è una città diversa: più silenziosa, più concentrata su se stessa.

Davanti alla Scala, alla Galleria Vittorio Emanuele e al Duomo il gruppo si ferma solo per pochi istanti. Non c’è folla, non ci sono curiosi. Solo qualche passante che osserva senza realizzare fino in fondo. I coniugi Vance si scambiano uno sguardo, alzano gli occhi verso le guglie, restano mano nella mano. È una contemplazione rapida, quasi rubata, priva di qualsiasi formalità.

La passeggiata prosegue senza altre soste. La richiesta è chiara: risalire il centro verso il Castello Sforzesco e Brera. Il gruppo imbocca via Pontaccio, poi corso Garibaldi, dove i locali della movida sono già semivuoti e l’atmosfera è sospesa, smorzata dalla pioggia. In largo La Foppa le luci si riflettono sull’asfalto, ma il passo non rallenta.

In piazza XXV Aprile, tra una folata di vento e l’altra, compare lo skyline della torre Unicredit. È il punto più moderno del percorso, il simbolo della Milano contemporanea. Ma anche qui la decisione cambia all’ultimo: niente ingresso in piazza Gae Aulenti, troppo esposta, troppo aperta. Si opta per via Fabio Filzi e il rientro rapido verso l’albergo.

A mezzanotte il fuori programma è già concluso. Un’ora scarsa, intensa, interamente improvvisata. Una parentesi che non compare nei comunicati ufficiali, ma che racconta più di molte immagini protocollari.

La giornata di oggi riporta tutto sui binari istituzionali. Alle 13 è previsto il bilaterale con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, seguito da altri incontri riservati, ancora top secret fino a domenica. In agenda anche la presenza in tribuna d’onore allo Stadio Meazza per la cerimonia inaugurale dei Giochi invernali del 2026.

In mattinata, il vicepresidente era già stato visto alla Milano Ice Skating Arena, dove ha assistito alla prima sessione della gara a squadre di pattinaggio di figura insieme alla moglie e ai figli, rimasti sugli spalti mentre lui si spostava in prefettura.

Tra questo pomeriggio e domani, il cerimoniale ha inserito tre visite a carattere culturale: la Pinacoteca di Brera, l’interno del Duomo e il Cenacolo Vinciano. Tutte rigorosamente private, tutte blindate. Un’agenda scandita al minuto, lontana dall’improvvisazione della notte precedente.

Ma è proprio quella passeggiata sotto la pioggia, decisa fuori protocollo e risolta in pochi minuti, a restituire l’immagine più insolita della visita milanese. Un frammento urbano osservato senza palchi né barriere, quando Milano, per una sera, ha smesso di essere solo una tappa diplomatica.