Alessandro Basciano senza braccialetto elettronico, il caso Sophie Codegoni si riapre: perché pesa il trasloco vicino a casa del dj

Alessandro Basciano, IPA @lacapitalenews.it

Il braccialetto elettronico Alessandro Basciano non dovrà più indossarlo. È questo il nuovo capitolo di una vicenda che da mesi tiene insieme cronaca giudiziaria, gossip e una separazione diventata sempre più aspra. Il provvedimento cautelare era scattato dopo la denuncia per stalking presentata da Sophie Codegoni, ex compagna del dj e madre di sua figlia. Ora però il giudice ha accolto l’istanza presentata dalla difesa di lui, aprendo una fase nuova in una storia che, al di là della revoca del dispositivo, resta tutt’altro che chiusa.

I due si erano conosciuti nel 2021, sotto i riflettori del Grande Fratello Vip. Da lì era nata una relazione proseguita anche lontano dalle telecamere, fino alla nascita della piccola Celine Blue nel 2023. Poi la rottura, improvvisa e burrascosa, e infine l’escalation giudiziaria: la denuncia di Sophie Codegoni, l’accusa di stalking nei confronti di Basciano e la misura del braccialetto elettronico imposta sei mesi fa. Oggi quella misura viene alleggerita, ma il procedimento penale resta aperto.

Perché il giudice ha tolto il braccialetto elettronico ad Alessandro Basciano

A chiedere la revoca della misura era stato l’avvocato Leonardo D’Erasmo, legale di Alessandro Basciano. Il cuore della sua tesi è molto chiaro: se Sophie Codegoni ha scelto di trasferirsi in una nuova abitazione non lontana da quella dell’ex compagno, allora questo comportamento dimostrerebbe che non esiste più lo stato d’ansia originariamente denunciato.

È su questo punto che si è concentrata la valutazione del gip di Milano. Nel decreto si legge infatti che la vicinanza tra le due abitazioni sarebbe il frutto di una scelta non obbligata della persona offesa, elemento considerato almeno in parte sintomatico di una attenuazione della paura lamentata all’inizio della vicenda. In altre parole, secondo il giudice il quadro cautelare sarebbe cambiato e non renderebbe più necessario il braccialetto elettronico.

Basciano ha commentato la decisione con toni di evidente soddisfazione. Il dj ha parlato della necessità di punire chi userebbe le aule di tribunale per sostenere cose non vere, aggiungendo che, a suo dire, la verità starebbe emergendo poco alla volta. Una presa di posizione netta, che mostra quanto lo scontro tra i due ex sia ormai anche pubblico oltre che giudiziario.

La linea della difesa: la nuova casa di Sophie Codegoni “vicino a lui”

Secondo la ricostruzione della difesa, Sophie Codegoni avrebbe preso casa a circa 300 metri da quella di Basciano. Una distanza che, per gli avvocati del dj, non si concilierebbe con il timore dichiarato in passato. Il ragionamento è semplice e insieme molto delicato: chi teme davvero una persona non sceglierebbe liberamente di andare a vivere così vicino a lei.

È questo l’argomento che ha convinto il giudice a ritenere attenuato il presunto stato d’ansia. Non una assoluzione, non una chiusura del procedimento, ma un passaggio importante sul piano cautelare. La misura del braccialetto, insomma, viene meno perché il contesto sarebbe oggi mutato rispetto a quello iniziale.

Ma è proprio su questo passaggio che il caso si complica di nuovo. Perché dall’altra parte non arriva una conferma, anzi. Né Sophie Codegoni né i suoi legali hanno voluto commentare nell’immediato, anche perché il provvedimento non sarebbe stato ancora notificato e si preferisce attendere di conoscerne con precisione il contenuto. Il punto, infatti, è capire se sia stato rimosso solo il braccialetto elettronico oppure se sia stata revocata in tutto o in parte l’intera misura cautelare.

La versione vicina a Codegoni: sfratto, Canarie e una distanza diversa

Da ambienti vicini a Sophie Codegoni, però, filtra una lettura molto diversa della situazione. Secondo questa ricostruzione, la ragazza non avrebbe avuto alcuna consapevolezza del fatto che Basciano si trovasse ancora nella vecchia casa in cui i due avevano convissuto. Già dallo scorso agosto, infatti, nelle comunicazioni ufficiali si sarebbe parlato di una situazione economica che non permetteva più al dj di sostenere quell’abitazione, tanto da far ipotizzare un imminente sfratto.

Sempre secondo quanto trapela dall’entourage di lei, lo scorso agosto Basciano non si sarebbe presentato al commissariato di Milano per applicare il braccialetto elettronico, facendo sapere di non risiedere più in Italia ma alle Isole Canarie, dove avrebbe trasferito i propri interessi lavorativi. Una circostanza che, se confermata, cambierebbe parecchio la lettura della vicenda: Sophie Codegoni avrebbe traslocato altrove senza sapere che l’ex compagno fosse rimasto proprio lì.

C’è poi anche una contestazione numerica che non è secondaria, perché va a colpire il presupposto stesso del ragionamento difensivo. Le due case, secondo questa versione, non sarebbero distanti 300 metri ma 450. Una differenza che non cambia solo la geografia del caso, ma anche la sua percezione simbolica. A questo si aggiungono, sempre secondo quanto trapela, problemi legati al mantenimento.

Il punto, a questo stadio, è che la revoca del braccialetto elettronico non equivale affatto alla fine della vicenda giudiziaria. Il procedimento per stalking resta in piedi e la battaglia tra le due parti continua a giocarsi su un terreno in cui ogni dettaglio pesa. La distanza tra due case, il momento del trasloco, la residenza effettiva, le condizioni economiche, perfino il significato da attribuire a una scelta abitativa: tutto diventa materia da interpretare.

Ed è proprio qui che il caso Basciano-Codegoni continua a restare sospeso tra diritto, percezioni e narrazioni contrapposte. Da una parte la difesa del dj legge nella nuova abitazione di Sophie il segnale di una paura ormai venuta meno. Dall’altra, chi è vicino all’influencer sostiene che il quadro reale fosse molto diverso e che quella decisione non possa essere letta in quel modo. In mezzo c’è il tribunale, che ha alleggerito una misura ma non ha ancora scritto la parola fine.