Berlusconi-Corona, primo round a Mediaset: Falsissimo rimosso dai social per violazione del copyright

Fabrizio Corona

Berlusconi-Corona 1 a 0. Il primo round va a Mediaset, che riesce a ottenere la rimozione dalle piattaforme social dell’ultima puntata di Falsissimo, il format di Fabrizio Corona finito al centro di una durissima diatriba giudiziaria. Un risultato tutt’altro che simbolico, arrivato non sul terreno accidentato della diffamazione, ma su quello molto più rapido ed efficace della tutela del copyright.

La puntata incriminata, quella andata online lunedì scorso con il titolo “Prezzo del successo parte finale”, è stata cancellata dopo una diffida inoltrata da Mediaset a Google e Meta. L’accusa non riguarda le affermazioni contenute nel programma, né il merito delle ricostruzioni di Corona, ma l’utilizzo di filmati e immagini di proprietà dell’azienda televisiva senza le necessarie autorizzazioni.

Una mossa tutt’altro che casuale. Con i tempi della giustizia penale notoriamente lunghi, soprattutto quando si parla di diffamazione, l’ufficio legale di Mediaset ha scelto una strada alternativa e immediata: segnalare alle piattaforme la violazione dei diritti d’autore. Una segnalazione che ha prodotto un effetto concreto e quasi istantaneo. L’episodio è stato rimosso da YouTube e reso indisponibile anche sugli altri canali social su cui era stato diffuso.

A rendere pubblica la vicenda è stato lo stesso Corona, che sui suoi profili ha scritto: “Mediaset ci ha rimosso la puntata episodio 21 ‘Prezzo del successo parte finale’ per presunta violazione del copyright. E ora…”. Un messaggio che, al di là del tono polemico, certifica la riuscita dell’azione legale dell’emittente di Cologno Monzese.

Nei giorni precedenti, Mediaset aveva già presentato un esposto per diffamazione contro Corona, aprendo un fronte giudiziario destinato a svilupparsi nel tempo. Ma è evidente che, nell’immediato, l’obiettivo fosse un altro: fermare la circolazione del contenuto, sottrarlo alla viralità, impedirne la moltiplicazione incontrollata sui social. E su questo piano la strategia ha funzionato.

Secondo quanto si può ricostruire, la violazione contestata riguarda l’uso reiterato di filmati e immagini tratte dai programmi Mediaset, inserite all’interno della puntata senza alcuna autorizzazione. Un dettaglio tecnico solo in apparenza, ma decisivo nel rapporto con le piattaforme, che su questi aspetti intervengono con estrema rapidità per evitare responsabilità dirette.

Una linea simile è stata seguita anche dai legali del giornalista Alfonso Signorini, anch’egli coinvolto nella vicenda e destinatario di parte delle accuse rilanciate nel format. Anche in questo caso, la violazione del copyright si è rivelata uno strumento efficace per ottenere la rimozione dei contenuti, bypassando il confronto sul merito delle affermazioni.

La scelta di colpire sul piano dei diritti d’autore segna un passaggio chiave nello scontro tra Corona e Mediaset. Non è una sentenza, non è una vittoria definitiva, ma è un risultato tangibile: la puntata non è più visibile, non circola, non produce ulteriori effetti mediatici. In una guerra che si gioca anche sulla velocità e sulla capacità di controllare il racconto, non è un dettaglio secondario.

Per il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi, il messaggio è chiaro. Prima ancora che i tribunali si pronuncino, Mediaset dimostra di avere gli strumenti per difendersi e per intervenire rapidamente quando ritiene che i propri diritti siano stati violati. Una risposta netta, tecnica, priva di toni emotivi, ma estremamente efficace.

Per Corona, invece, la rimozione rappresenta un colpo tutt’altro che indolore. Falsissimo vive di esposizione, di circolazione, di rimbalzo continuo tra piattaforme. Veder sparire una puntata centrale del format significa perdere pubblico, impatto, e soprattutto controllo del flusso narrativo. Non a caso, il primo commento arriva proprio da lui, segno che il colpo è stato avvertito.

La partita, va detto, è tutt’altro che chiusa. Il fronte giudiziario resta aperto, così come resta aperta la possibilità di nuovi contenuti, nuove puntate, nuove repliche. Ma questo primo round racconta molto del metodo scelto da Mediaset: niente proclami, niente scontri verbali, ma una mossa chirurgica che sfrutta le regole delle piattaforme per ottenere un risultato immediato.

Nel risiko tra Berlusconi e Corona, il tabellone segna il primo punto. Falsissimo fuori dai social, Mediaset in vantaggio, e un segnale chiaro a tutto il sistema: prima ancora delle aule di tribunale, oggi la battaglia si combatte sul terreno dei diritti e dei contenuti. E chi sa muoversi meglio, vince tempo. E consenso.