Caso Garlasco, l’alibi di Sempio regge davvero? È attorno a questa domanda che si sta muovendo la nuova fase dell’inchiesta sul delitto di Garlasco. I pm di Pavia stanno scavando nei dettagli, quelli che fino a ieri sembravano marginali e che oggi, invece, potrebbero cambiare tutto.
Al centro c’è Andrea Sempio, indagato per concorso in omicidio. E soprattutto c’è uno scontrino. Quello di un parcheggio, che secondo le indiscrezioni riportate dal Tg1 collocherebbe Sempio lontano dalla villetta di via Pascoli proprio nella mattina in cui Chiara Poggi veniva uccisa.
Lo scontrino e il nodo dell’orario
È un elemento che pesa. Perché se confermato, lo scontrino sposterebbe Sempio fuori dalla scena del delitto nel momento cruciale. Ma è proprio qui che gli inquirenti stanno concentrando le verifiche.
Non basta dimostrare che lo scontrino esiste. Serve capire se quell’orario è compatibile con la dinamica dell’omicidio. Serve stabilire se esistono margini temporali che possano rimettere tutto in discussione. Perché in casi come questo, il tempo è tutto. E anche pochi minuti possono fare la differenza tra un alibi solido e un alibi che scricchiola.
Gli sms della madre e l’incontro sospetto
Ma non è solo lo scontrino a finire sotto la lente. A riaccendere i dubbi ci sono anche alcuni sms, scambiati tra la madre di Sempio e un vigile del fuoco di Vigevano.
Messaggi che, secondo quanto emerso, farebbero pensare a un possibile incontro proprio nella mattina dell’omicidio. Un dettaglio che gli investigatori vogliono chiarire fino in fondo, perché potrebbe incidere sulla ricostruzione degli spostamenti e dei tempi.
Prima della chiusura delle indagini, non è escluso che vengano ascoltate anche Stefania e Paola Cappa, le gemelle già entrate nel perimetro investigativo. Un altro tassello che potrebbe aggiungere elementi a un quadro ancora tutt’altro che definito.
La nuova perizia cambia la scena del delitto
A rendere tutto ancora più complesso è la nuova perizia dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo. Un’analisi che mette in discussione una delle ricostruzioni più consolidate.
Secondo la consulenza, l’omicidio non sarebbe avvenuto con un singolo colpo, ma in più fasi. Una dinamica che si svilupperebbe tra il piano terra e le scale della casa. L’aggressore si sarebbe fermato, avrebbe osservato il corpo della vittima sull’ultimo scalino, per poi colpire ancora, forse con un martello.
Non è solo una questione tecnica. È una ricostruzione che cambia la lettura dell’intera scena, che modifica tempi, movimenti e possibilità.
Caso Garlasco, l’alibi di Sempio regge davvero?
E poi c’è il nodo più sensibile: le tracce di Dna sotto le unghie di Chiara Poggi. Un elemento già noto, ma che oggi assume un peso diverso alla luce dei nuovi sviluppi.
Secondo gli ultimi accertamenti, quelle tracce sarebbero attribuite ad Andrea Sempio. Un dettaglio che, incrociato con la nuova dinamica dell’omicidio, torna al centro dell’indagine.
Ed è proprio qui che si gioca tutto. Perché se da una parte c’è uno scontrino che potrebbe allontanarlo dalla scena, dall’altra ci sono elementi che lo riportano dentro, in modo diretto.
Un equilibrio fragile che può saltare
L’inchiesta si muove su un filo sottilissimo. Da un lato un alibi che, almeno sulla carta, potrebbe reggere. Dall’altro una serie di elementi che continuano a mettere pressione su quella ricostruzione.
Gli inquirenti lavorano su ogni dettaglio, senza escludere nulla. Perché in un caso che sembrava chiuso e che invece è tornato a riaprirsi, ogni particolare può diventare decisivo.
E la domanda resta lì, sospesa: quello di Andrea Sempio è davvero un alibi inattaccabile o è solo un equilibrio destinato a cedere sotto il peso delle nuove prove?







