Caso Garlasco: minacce di morte per uno dei protagonisti. Il caso torna a far parlare di sé con un nuovo fronte inquietante che si apre lontano dalle aule di tribunale e molto più vicino a un clima che sa di pressione e paura. Al centro, questa volta, non ci sono nuove perizie o sviluppi investigativi, ma le conseguenze di alcune dichiarazioni televisive. L’avvocato Massimo Lovati, intervenuto nei giorni scorsi per commentare dettagli legati alla morte di Chiara Poggi, sarebbe finito nel mirino di una serie di minacce di morte.
A rendere pubblica la vicenda è stato l’avvocato Fabrizio Gallo durante una diretta di «Mattino 5» su Canale 5. Un racconto che ha immediatamente acceso l’attenzione, perché sposta il caso su un piano diverso, quello delle intimidazioni personali. Secondo quanto riferito, tutto sarebbe iniziato subito dopo l’intervento televisivo di Lovati, in cui il legale aveva parlato di presunte ferite sulle palpebre della vittima, avanzando l’ipotesi che Chiara Poggi potesse aver visto qualcosa che non doveva vedere.
Le telefonate anonime e le minacce esplicite
Da quel momento, il telefono dell’avvocato avrebbe iniziato a squillare con insistenza. Chiamate anonime, numeri nascosti, voci difficili da identificare. Non semplici disturbi, ma veri e propri messaggi intimidatori. «Da quel giorno sono iniziate una serie di telefonate anonime sul suo cellulare», ha spiegato Gallo.
Il contenuto di alcune di queste chiamate, secondo quanto riferito, sarebbe particolarmente pesante. In almeno un caso, riportato anche da una testimone ascoltata nei giorni scorsi, una voce avrebbe intimato a Lovati di non parlare più in televisione di determinati aspetti del caso. A rendere il quadro ancora più inquietante sarebbe l’avvertimento finale: «altrimenti fai la fine di Davide Rossi». Una frase che, al di là del contesto, suona come una minaccia diretta e che ha immediatamente alzato il livello di allarme.
Il ricorso ai carabinieri e l’ipotesi scorta
Le intimidazioni non si sarebbero fermate a un episodio isolato. Al contrario, secondo quanto raccontato, sarebbero proseguite anche nei giorni successivi, spingendo Lovati e il suo legale a rivolgersi alle forze dell’ordine. «Siamo andati ieri dai carabinieri di Vigevano e abbiamo parlato con il nucleo operativo», ha spiegato Gallo.
I militari avrebbero invitato alla prudenza, chiedendo al legale di prestare particolare attenzione e aprendo anche alla possibilità di misure di tutela. Tra queste, la più significativa è l’ipotesi di una scorta, segno che la situazione viene considerata con la massima attenzione. Al momento non risulta che la protezione sia stata attivata, ma il solo fatto che venga valutata dà la misura del clima che si è creato attorno alla vicenda.
Coinvolta anche la legale di Alberto Stasi
Il quadro si complica ulteriormente perché le minacce non riguarderebbero solo Lovati. Intimidazioni analoghe sarebbero state rivolte anche all’avvocato Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi. In questo caso, è già stata presentata una denuncia formale, segno che il fenomeno potrebbe non essere isolato.
Le forze dell’ordine stanno ora lavorando per ricostruire l’origine delle telefonate, individuare eventuali responsabili e capire se esista un collegamento diretto con le recenti dichiarazioni televisive oppure se si tratti di un contesto più ampio, legato alla forte esposizione mediatica che da anni accompagna il caso Garlasco.
Caso Garlasco: minacce di morte all’avvocato Lovati
La sensazione, ancora una volta, è che attorno a questa vicenda non si giochi soltanto sul piano giudiziario. Perché quando le parole pronunciate in tv iniziano a generare reazioni di questo tipo, il confine tra dibattito pubblico e pressione personale diventa improvvisamente molto più sottile.







