La ricostruzione ufficiale del delitto di Garlasco vacilla di fronte a una nuova tesi della difesa di Alberto Stasi, rilanciata da Quarto Grado. Il punto centrale? Chiara Poggi non avrebbe mai aperto la porta di sua spontanea volontà. Quella mattina, alle ore 9:12, Chiara disattivò l’allarme della villetta, ma secondo i legali non lo fece per accogliere un visitatore, bensì per permettere ai suoi gatti, Piuma e Minù, di uscire in giardino.
Un dettaglio che cambia tutto: a quell’ora, la vicina Franca Birmani notò una bicicletta nera appoggiata al muro di cinta. Il mezzo era lì, ma del proprietario non c’era traccia. Dov’era finito l’aggressore mentre l’allarme era ancora inserito?
L’intruso nel giardino e il calcinaccio spezzato
Secondo la difesa, il killer avrebbe atteso il momento propizio nascondendosi nella rientranza del cancelletto, invisibile per chiunque passasse lungo via Pascoli. Un “punto cieco” che sarebbe servito da base operativa. Una volta disattivato l’allarme da parte di Chiara, l’assassino sarebbe entrato in azione: un calcinaccio ritrovato sotto il muro di cinta suggerisce che qualcuno abbia scavalcato con forza la recinzione frontale per poi correre sul retro.
Proprio lì, dietro la villetta, si trova un deposito attrezzi che offre una visuale perfetta sulla finestra del salottino. Chiara era lì, intenta a fare colazione davanti alla TV. L’ipotesi è agghiacciante: sentendosi osservata o spaventata da rumori anomali, la ragazza avrebbe abbassato il volume del televisore e socchiuso la porta per controllare. In quel momento, il killer avrebbe fatto irruzione, cogliendola di sorpresa in pigiama – un abbigliamento con cui Chiara, per abitudine, non avrebbe mai aperto a nessuno.
“C’era qualcuno in cortile”: la telefonata rivelatrice
A supporto della tesi dell’intruso che “osservava” la casa spunta un audio inquietante che risale al giorno dopo il delitto. È il 14 agosto 2007: Rita Preda, madre di Chiara, telefona a Elisabetta Ligabò, madre di Alberto Stasi.
Durante la conversazione, mentre la Ligabò descrive un Alberto “stravolto” dopo il ritrovamento del corpo, emerge una frase di Rita Preda che oggi suona come una profezia: “C’era qualcuno che girava nel cortile”. Una convinzione, quella della madre della vittima, che sembra confermare la presenza di un’ombra che si muoveva tra le mura di via Pascoli ben prima che il delitto venisse scoperto. Chiara Poggi si era accorta di essere osservata? Il giallo di Garlasco, a distanza di anni, continua a cercare la sua verità definitiva tra i sospetti di un agguato mai totalmente chiarito.







