Delitto di Garlasco, nuove ombre sulle scarpe di Stasi: i Poggi chiedono un’altra consulenza sulle impronte

le scarpe di Alberto Stasi

Delitto di Garlasco, nuove ombre: torna al centro dell’attenzione giudiziaria un nuovo fronte tecnico destinato a riaprire interrogativi mai del tutto sopiti. Al centro ci sono ancora una volta le impronte trovate nel villino di via Pascoli, dove Chiara Poggi è stata uccisa il 13 agosto 2007. A riaccendere il caso è una nuova consulenza sulle cosiddette “impronte a pallini”, uno degli elementi più discussi dell’intero processo.

Le impronte a pallini e la battaglia sulla misura della scarpa

Nel procedimento che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi, quelle impronte erano state ritenute compatibili con una scarpa numero 42, la stessa misura dell’allora fidanzato della vittima. Un dettaglio che aveva avuto un peso rilevante nella ricostruzione accusatoria. Oggi però quella certezza viene messa in discussione.

Una consulenza depositata dai tecnici della difesa di Stasi sostiene infatti che la misura dell’impronta non sarebbe 42, ma 44. Una differenza che cambia completamente lo scenario, perché secondo questa nuova lettura la traccia sarebbe compatibile con il piede di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi e attualmente indagato nella nuova inchiesta.

I legali dei Poggi chiedono una nuova analisi

Di fronte a questa ricostruzione, i legali della famiglia Poggi hanno deciso di non restare fermi. Hanno incaricato un proprio consulente per effettuare una nuova analisi indipendente sulle impronte. L’obiettivo è verificare con precisione la reale dimensione della scarpa e chiarire se quella traccia possa davvero essere attribuita a una persona diversa da Stasi.

Si tratta di un passaggio delicato, perché la questione non è solo tecnica. La misura della scarpa diventa un elemento chiave nella rilettura dell’intera scena del crimine e nella compatibilità tra le prove raccolte e le persone coinvolte.

La possibile nuova simulazione della camminata

Non solo impronte. La nuova consulenza potrebbe includere anche un altro elemento già affrontato più volte negli anni: la simulazione della camminata di Alberto Stasi all’interno della casa. In particolare, gli esperti potrebbero ripercorrere i movimenti compiuti quando il giovane ha dichiarato di aver scoperto il corpo di Chiara.

Il punto è sempre lo stesso: stabilire se, entrando nel villino, Stasi avrebbe dovuto inevitabilmente sporcarsi le scarpe di sangue. Questa verifica è stata già oggetto di test e ricostruzioni, ma ora potrebbe essere ripetuta alla luce dei nuovi dubbi sulle impronte.

Delitto di Garlasco, nuove ombre: un caso che continua a riaprirsi

A quasi vent’anni dai fatti, il delitto di Garlasco continua a muoversi su un terreno instabile, fatto di consulenze, controperizie e riletture tecniche. Ogni nuovo elemento riporta l’attenzione su dettagli che sembravano consolidati e che invece tornano a essere messi in discussione.

La nuova analisi sulle scarpe e sulle impronte potrebbe rappresentare un ulteriore snodo in questa vicenda complessa. Non tanto per riscrivere ciò che è già stato deciso nelle aule di giustizia, quanto per capire se esistono ancora margini di dubbio su uno dei casi più discussi della cronaca italiana.