Alle 9.20 il cuore di Domenico ha smesso di battere. Si è concluso così, in una stanza di terapia intensiva del Monaldi, il dramma del bambino di due anni che aveva commosso l’Italia. “Ho appena ricevuto la chiamata della signora. È finita. Ora devo andare sopra”, sono state le parole con cui l’avvocato della famiglia ha comunicato ai giornalisti in attesa la notizia che nessuno voleva sentire.
Il piccolo era stato sottoposto a trapianto di cuore il 23 dicembre scorso. Quel cuore, risultato gravemente danneggiato perché trasportato a contatto con ghiaccio secco, non ha retto. Dopo giorni di condizioni critiche e terapie complesse, ieri era stata avviata una procedura che non prevedeva manovre salvavita in caso di arresto cardiaco. Questa mattina la tragedia si è compiuta.
La telefonata alla madre Patrizia è arrivata prima dell’alba. “Signora, venga in ospedale”. E poi, tra le lacrime: “Se n’è andato, è finita”. Prostrata dal dolore, la donna ha trovato la forza di lanciare un doppio messaggio. Da un lato l’allarme: “Stanno uscendo truffe, non ascoltate, non vedete, non guardate quello che sta uscendo”. Dall’altro l’impegno: “Io, insieme al mio avvocato, a breve daremo notizie su una fondazione che voglio creare in nome di Domenico per non dimenticare. Voglio lasciare il segno per mio figlio e questa fondazione lo farà. Lotterò per tenere sempre vivo il ricordo di Domenico”. E ancora: “Quello che è successo a Domenico non dovrà essere dimenticato”.
La fondazione, nelle intenzioni della madre, dovrebbe sostenere le vittime di presunti casi di colpa medica e aiutare i bambini che non possono essere trapiantati. Un modo per trasformare il dolore in impegno civile, mentre l’inchiesta giudiziaria prosegue. La salma è stata sequestrata e l’indagine ora procede per omicidio colposo.
Nel reparto di cardiochirurgia, accanto alla famiglia, è arrivato anche il cardinale di Napoli, Domenico Battaglia, per l’estrema unzione. Presente il cappellano dell’ospedale, padre Alfredo Tortorella, “per stare vicino alla famiglia in questo momento di dolore”.
In mattinata è giunta la nota dell’Azienda Ospedaliera dei Colli: “Con profondo dolore l’Azienda Ospedaliera dei Colli comunica che questa mattina, sabato 21 febbraio 2026, il piccolo paziente sottoposto a trapianto in data 23 dicembre 2025 è deceduto a seguito di un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche. La Direzione Strategica, insieme a tutti i professionisti sanitari e non, esprime il più sentito cordoglio e si stringe con rispetto e commossa partecipazione alla famiglia in questo momento di immenso dolore”.
La notizia ha travolto Nola, città di origine della famiglia. Solo giovedì sera, sotto una pioggia battente, centinaia di persone avevano sfilato dietro uno striscione: “Per il nostro guerriero”. Il sindaco Andrea Ruggiero parla di “grande sofferenza per tutta la comunità” e di una vicenda che ha “traumatizzato” la città. “Attendere la morte di un bimbo di due anni è innaturale”, dice. Il Comune ha già deliberato che le spese delle esequie saranno sostenute dall’ente e che i consiglieri devolveranno il gettone di presenza del prossimo consiglio.
Finisce così un calvario iniziato poco prima di Natale e seguito giorno dopo giorno da migliaia di persone. Resta il dolore di una famiglia, una comunità sotto shock e un’inchiesta che dovrà fare piena luce su quanto accaduto. E resta la promessa di una madre: che il nome di Domenico non venga dimenticato.







