Donna decapitata a Scandicci, svolta nell’inchiesta sull’omicidio di Silke Sauer: sospettato un senzatetto già noto alle forze dell’ordine

Una lite per motivi ritenuti banali, poi l’aggressione, infine lo scempio. L’inchiesta sull’omicidio di Silke Sauer, 44 anni, cittadina tedesca senza fissa dimora trovata decapitata nell’area abbandonata dell’ex Cnr a Scandicci, è vicina a una svolta. I carabinieri del reparto operativo stanno concentrando le indagini su un uomo che negli ultimi tempi si accompagnava alla vittima e che risulta già noto alle forze dell’ordine, tanto da essere sottoposto all’obbligo di firma proprio presso la caserma dei carabinieri di Scandicci.

Il sospettato, anche lui senza fissa dimora, si trova attualmente in ospedale. Contrariamente a quanto appreso nelle prime ore, non gli sarebbe ancora stata notificata alcuna misura. Gli investigatori stanno lavorando per cristallizzare gli elementi raccolti e definire con precisione le contestazioni. L’ipotesi su cui si muove l’accusa è quella di un delitto maturato in un contesto di profondo degrado, all’interno di un edificio abbandonato dove i due si erano accampati e dove da tempo i residenti segnalano un via vai di spacciatori e sbandati. In passato, nella stessa area, si sarebbe verificato anche un presunto caso di violenza sessuale.

Un dettaglio avrebbe attirato l’attenzione degli investigatori già prima del ritrovamento del corpo: il giorno precedente alla scoperta del cadavere, l’uomo avrebbe infastidito un passante, aizzandogli contro un cane. Lo stesso animale sarebbe stato poi trovato nei pressi del corpo di Silke Sauer, quasi a sorvegliare la scena. In quell’occasione il sospettato sarebbe apparso in fortissimo stato confusionale, elemento che ora viene riletto alla luce di quanto accaduto.

Secondo le prime ricostruzioni, l’omicidio sarebbe avvenuto all’interno dell’edificio abbandonato. Gli investigatori ipotizzano che la donna possa essere stata colpita con un machete, poi recuperato dalla scientifica poco distante dal luogo del ritrovamento. L’arma è stata sequestrata e sottoposta ad accertamenti. Sulla scena del delitto sarebbero emerse tracce compatibili con un tentativo di ripulire l’area: gli esami effettuati con il luminol avrebbero infatti evidenziato diverse macchie ematiche, suggerendo che qualcuno abbia cercato di cancellare le prove.

A incastrare il sospettato potrebbero esserci anche le immagini di alcune telecamere di sorveglianza della zona, ora al vaglio degli inquirenti. Non solo. Da qualche giorno l’uomo non indossava più la felpa con cui si presentava abitualmente in caserma per adempiere all’obbligo di firma. Proprio quell’indumento è stato ritrovato poco distante dal corpo della donna, intriso di sangue. Un elemento che gli investigatori considerano rilevante e che sarà oggetto di ulteriori analisi scientifiche per accertare eventuali corrispondenze biologiche.

Il quadro che emerge è quello di una vicenda consumata ai margini, in un contesto di marginalità estrema e fragilità sociale. Tuttavia, al di là dello scenario, gli investigatori stanno lavorando per delineare con precisione il movente, che al momento viene ricondotto a una lite per motivi futili. Resta da chiarire la dinamica esatta dell’aggressione e la sequenza dei fatti che hanno portato alla morte della donna e alla successiva decapitazione.

Fondamentali saranno i risultati dell’autopsia, disposta dalla pm Alessandra Falcone, titolare dell’inchiesta. L’esame autoptico dovrà stabilire l’orario della morte, le cause esatte del decesso e se la decapitazione sia avvenuta quando la vittima era già priva di vita o in un momento immediatamente successivo all’aggressione. Elementi tecnici che potranno rafforzare o ridimensionare le ipotesi investigative attuali.

Nel frattempo, i carabinieri continuano a raccogliere testimonianze e a ricostruire le ultime ore di Silke Sauer. L’area dell’ex Cnr, già al centro di segnalazioni per situazioni di degrado, è stata nuovamente perlustrata per verificare la presenza di ulteriori tracce. O oggetti utili alle indagini. La svolta sembra vicina, ma sarà solo la formalizzazione degli atti. E l’esito degli accertamenti scientifici a chiarire definitivamente responsabilità e dinamica di un delitto che ha scosso la comunità di Scandicci.