Garlasco, il giallo di “Ignoto 2”: un nome clamoroso o l’ennesimo vicolo cieco? La verità sul DNA di Chiara Poggi

Chiara Poggi – @lacapitalenews.it

Si continua ancora a parlare del caso Garlasco, per la povera anima della Poggi non c’è pace. Questa volta al centro della scena c’è ancora lui: Ignoto 2, il secondo profilo genetico rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi. Se il primo materiale (Ignoto 1) è stato recentemente accostato ad Andrea Sempio, ora è un’indiscrezione televisiva a far tremare le certezze del caso. Durante il programma Mattino 5, è stato lanciato un annuncio che sa di svolta: “Ignoto 2 non è più Ignoto ed è un nome clamoroso. Si tratterebbe di una persona che dovrebbe spiegare la presenza della sua impronta perché non era un frequentatore della casa”. Ma si tratta di una notizia reale o di una suggestione? Mentre il web grida al colpo di scena, gli investigatori gettano acqua sul fuoco.

“Nome clamoroso” per Ignoto 2?

Nonostante il clamore mediatico, le fonti investigative che seguono da vicino il caso hanno immediatamente smentito l’indiscrezione a Fanpage.it. Non ci sarebbe, al momento, nessun “nome clamoroso” pronto a riscrivere la storia della tragica morte di Chiara Poggi.

A confermare la prudenza degli esperti è anche Marzio Capra, genetista della famiglia Poggi e consulente storico del caso: “Questo DNA è stato definito inaffidabile. Sono stati comunque fatti i confronti come se lo fosse. Il confronto con ignoto 1 ha trovato una compatibilità con la linea patrilineare di Andrea Sempio, per quanto riguarda Ignoto 2 non è stata trovata nessuna compatibilità”. In altre parole: la scienza, per ora, non offre alcun colpevole certo legato a quella traccia.

Perché quel DNA non appartiene a nessuno dei sospettati?

Il mistero di Ignoto 2 risiede nella sua natura frammentaria. Si tratta di un cromosoma Y trovato in singola replica, un DNA incompleto e degradato. Già nel 2014, il professor Francesco De Stefano definì quei risultati “troppo variabili”, spiegando che il materiale era così deteriorato da rendere impossibile dare un nome e un cognome a quel profilo.

Recentemente, la perita super partes Denise Albani ha analizzato nuovamente i dati, confermando lo stallo: “Dalla valutazione dell’aplotipo misto parziale in singola replica non consolidato Y432 – MSX4 e dalla comparazione con gli aplotipi delle P.O.I. è emersa l’esclusione di tutti i soggetti di interesse”. Tradotto: quel DNA è stato confrontato con Alberto Stasi, con i parenti di Chiara e con gli amici del fratello (incluso Andrea Sempio), ma non ha dato alcuna corrispondenza.

L’ipotesi della contaminazione

Se Ignoto 2 non è l’assassino e non è un conoscente, chi potrebbe essere? Una risposta potrebbe arrivare dal passato del caso Garlasco. Come già accaduto per le tracce sulla garza orale della vittima — contaminate durante l’autopsia — anche Ignoto 2 potrebbe essere frutto di un contatto accidentale avvenuto dopo il delitto.

Secondo quanto riportato da fonti investigative, non si è ancora proceduto a confrontare il DNA di Ignoto 2 con quello dei medici legali o dei professionisti che hanno toccato il cadavere di Chiara Poggi durante i rilievi o l’esame autoptico. Se così fosse, non saremmo davanti a un nuovo sospettato, ma a un errore procedurale nel maneggiare i reperti.

Cosa succederà ora?

La domanda resta nell’aria: la Procura ha davvero approfondito l’analisi su Ignoto 2 trovando un profilo inedito nelle ultime settimane? Sebbene la dottoressa Albani abbia appena terminato il suo lavoro senza trovare colpevoli, solo la chiusura ufficiale delle indagini e l’accesso al fascicolo potranno confermare o smentire definitivamente il “nome clamoroso” circolato in TV. Per ora, il caso Garlasco resta un labirinto di dubbi, dove la scienza sembra aver raggiunto il suo limite estremo.