Incendio al Constellation, il buttafuori accusa: “Le porte di sicurezza dovevano restare chiuse”. E racconta: “Ho visto Jessica Moretti scappare”

Le porte di sicurezza chiuse, l’uscita consentita soltanto dalla porta principale, il fumo che sale dal sotterraneo e la titolare che, secondo un testimone, si dirige verso l’esterno. È un interrogatorio destinato a pesare quello di Jankovic Predrag, uno dei buttafuori in servizio la notte di Capodanno al Constellation di Crans-Montana, il discobar devastato da un incendio che ha causato 41 morti e 115 feriti.

L’audizione è in corso presso la polizia di Sion e sta facendo emergere dettagli rilevanti per l’inchiesta. Predrag ha raccontato agli inquirenti che l’indicazione data al personale quella sera sarebbe stata di tenere chiuse le due porte di sicurezza e di consentire l’accesso e l’uscita solo dalla porta principale del locale. “Ho sentito parlare Jessica con i suoi collaboratori – ha dichiarato – dicevano che le porte dovevano rimanere chiuse”. Un passaggio che, se confermato dagli accertamenti, potrebbe avere un peso centrale nella ricostruzione delle responsabilità.

Secondo quanto riferito dal buttafuori, l’organizzazione della sicurezza prevedeva quindi un controllo concentrato sull’ingresso principale, con le altre vie di fuga non utilizzabili durante la serata. La notte di Capodanno il locale era affollato per la festa, e proprio la gestione dei flussi di entrata e uscita è uno degli aspetti su cui si stanno concentrando gli investigatori.

Predrag ha poi raccontato cosa sarebbe accaduto nei primi momenti dell’emergenza. “Ero in servizio al piano terreno del Constellation, alla porta di ingresso della veranda; quando ho visto il fumo uscire dal sotterraneo ho cercato di scendere e ho incrociato Jessica Moretti che stava salendo le scale per uscire dal locale”, ha dichiarato durante l’audizione. La proprietaria aveva spiegato in precedenza di essere uscita di corsa subito dopo l’incendio per chiamare i soccorsi. La ricostruzione del buttafuori si inserisce ora nel fascicolo dell’indagine, che punta a chiarire tempi e dinamiche dell’evacuazione.

Jankovic Predrag è rimasto ferito durante il rogo e ha sporto denuncia per lesioni, costituendosi parte civile. Di professione falegname, lavorava saltuariamente per l’agenzia di sicurezza incaricata dai proprietari del locale per la festa di Capodanno. Il suo collega, Stefan Ivanovic, è morto quella notte durante i soccorsi, un elemento che rende ancora più delicata la posizione di chi era responsabile dell’organizzazione della sicurezza.

Un ulteriore punto emerso riguarda la posizione contrattuale del buttafuori. L’ultimo interrogatorio ai coniugi Moretti ha evidenziato che, a fronte della presenza di due addetti alla sicurezza, nella contabilità amministrativa ne risultava uno solo. Predrag ha riferito di aver ricevuto pagamenti sempre in contanti e di non risultare regolarmente assunto nei libri contabili della società. I legali dei coniugi Moretti hanno respinto le accuse e difendono la correttezza della gestione.

L’inchiesta sull’incendio del Constellation si concentra ora su più fronti: le misure di sicurezza adottate, la gestione delle uscite di emergenza, la regolarità delle assunzioni e la tempestività delle procedure di evacuazione. Le dichiarazioni del buttafuori rappresentano uno degli elementi che gli inquirenti dovranno verificare attraverso riscontri tecnici e testimonianze incrociate.

Nel frattempo, il bilancio resta drammatico: 41 vittime e 115 feriti in una delle tragedie più gravi degli ultimi anni in una località turistica. Le famiglie attendono risposte, mentre l’indagine prosegue per accertare eventuali responsabilità penali e amministrative. Le parole rese davanti alla polizia di Sion aggiungono nuovi tasselli a una ricostruzione ancora in corso, destinata a segnare in profondità il futuro del locale e dei suoi gestori.