Il governo britannico ha ufficialmente sbarrato le porte a Kanye West. Il rapper americano, atteso come headliner al celebre Wireless Festival di Finsbury Park dal 10 al 12 luglio, non potrà mettere piede nel Regno Unito. Il Ministero degli Interni ha respinto la sua richiesta di autorizzazione elettronica (ETA), confermando alla BBC che la presenza dell’artista non è considerata “favorevole al bene pubblico”.
Perché Londra ha fermato Kanye West
La decisione di negare il visto a Kanye West non è un fulmine a ciel sereno, ma l’apice di una pressione politica senza precedenti. Il Primo Ministro Keir Starmer ha definito la partecipazione del rapper a un evento così iconico come “profondamente preoccupante”, mentre il Segretario degli Interni ha rincarato la dose parlando di un “modello di condotta” sistematico che ha causato sofferenza reale alla comunità ebraica.
Dietro il “no” del governo ci sarebbe la ferma volontà di non dare risonanza a un personaggio che, negli ultimi mesi, ha suscitato indignazione mondiale per commenti antisemiti, razzisti e filo-nazisti. La Ministra dell’Istruzione – Bridget Phillipson, ha bollato le dichiarazioni di Kanye West come “disgustose e inaccettabili”, ribadendo che nel Paese non c’è spazio per l’odio e il bigottismo.
Dalle magliette con svastiche al brano “Heil Hitler”
La controversia che ha portato al bando affonda le radici in una serie di episodi inquietanti avvenuti nel corso del 2025, tra cui la vendita di magliette con simboli nazisti e l’uscita del brano shock “Heil Hitler”. Nonostante Kanye West abbia tentato di giustificare le sue azioni citando episodi maniacali legati al suo disturbo bipolare, e abbia dichiarato al Wall Street Journal di “amare il popolo ebraico”, le istituzioni britanniche sono rimaste irremovibili.
Le polemiche hanno colpito duramente anche l’organizzazione del festival di Finsbury Park: molti sponsor storici del Wireless Festival si sono ritirati dopo l’annuncio di Kanye West in scaletta, temendo danni d’immagine irreparabili. Il rischio di disordini e la ferma condanna delle comunità religiose hanno reso la posizione del rapper indifendibile agli occhi del Ministero.
L’ultima mossa di Kanye West
Nelle ore precedenti al rifiuto del visto, Kanye West aveva tentato una mossa disperata per ripulire la propria immagine e ottenere il permesso di sbarcare a Londra. In una dichiarazione rilasciata a Variety, il rapper si era detto disposto a incontrare personalmente i rappresentanti della comunità ebraica britannica.
“Voglio affrontare la situazione”, aveva affermato Kanye West, sostenendo che il suo unico obiettivo fosse quello di portare uno spettacolo all’insegna del “cambiamento, dell’unità e della pace”. Il rapper aveva ammesso che “le parole non bastano” e che era pronto a dimostrare la sua trasformazione attraverso i fatti. Tuttavia, l’apertura al dialogo è stata giudicata tardiva e strumentale dal governo di Londra, che ha preferito mantenere il bando totale, confermando che la sicurezza e la sensibilità sociale della nazione hanno la priorità sullo spettacolo.







