Ecco la pace di Mosca: pioggia di bombe su Leopoli. L’inverno in Ucraina tra gelo, terrore e diplomazia

Attacco a Leopoli e negoziati Ucraina: esplosioni e ipotesi di vertice. All’alba di domenica 22 febbraio la guerra ha colpito ancora, questa volta nel cuore dell’Ucraina occidentale. A Leopoli almeno una persona è morta e decine sono rimaste ferite in una serie di esplosioni che le autorità locali hanno definito un “attacco terroristico”. Secondo la procura regionale, tutto è iniziato con una chiamata di emergenza per un’intrusione in un negozio vicino al centro città. Quando la polizia è arrivata sul posto, è esplosa una prima bomba. Poco dopo, con l’arrivo di una seconda squadra, si è verificata un’altra esplosione. L’area è stata subito isolata e sono partite le indagini per chiarire la dinamica e individuare i responsabili.

Un segnale di vulnerabilità nel cuore dell’ovest ucraino

Leopoli non è una città qualsiasi. Da mesi rappresenta uno dei principali snodi logistici e simbolici dell’Ucraina lontana dal fronte orientale. Colpire qui significa lanciare un messaggio preciso: nessuna area del Paese può dirsi davvero al sicuro. Le autorità parlano di attacco terroristico e sottolineano che le esplosioni hanno preso di mira le forze dell’ordine intervenute su una segnalazione. Questo dettaglio rafforza l’idea di un’azione mirata, pensata per colpire chi garantisce la sicurezza interna e seminare paura tra la popolazione.

La diplomazia prova a non fermarsi

Eppure, mentre le bombe esplodono, il lavoro diplomatico continua. Nelle stesse ore, dagli Stati Uniti è arrivato un segnale che guarda oltre l’emergenza del giorno. Steve Witkoff, inviato di Donald Trump, ha detto in un’intervista a Fox News che entro le “prossime tre settimane” potrebbe prendere forma un nuovo round di colloqui sull’Ucraina. Secondo Witkoff, le proposte presentate alle parti potrebbero persino aprire la strada a un vertice tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il leader russo Vladimir Putin. In prospettiva, ha aggiunto, non si esclude nemmeno un formato trilaterale con lo stesso Trump. L’obiettivo dichiarato è arrivare a “buone notizie” nel giro di poche settimane.

Tra realtà sul campo e speranze di negoziato

Il contrasto resta evidente. Da una parte, la violenza che continua a colpire anche le città lontane dal fronte. Dall’altra, il tentativo di costruire uno spazio politico per fermare il conflitto. Le esplosioni di Leopoli ricordano quanto il percorso verso la pace resti fragile e incerto. Per Kiev, la sfida è doppia. Deve garantire la sicurezza interna e, allo stesso tempo, restare seduta a un tavolo che promette spiragli ma non offre certezze. Per la comunità internazionale, invece, il nodo resta sempre lo stesso: come trasformare le parole in risultati concreti mentre la guerra continua a produrre vittime.