Morto Claudio Sterpin, il testimone chiave del caso Resinovich: ma la verità non si ferma

È morto Claudio Sterpin, amico e compagno di Liliana Resinovich. Aveva 86 anni. Era ricoverato da giorni all’ospedale Cattinara di Trieste. Le sue condizioni sono peggiorate fino al decesso, avvenuto il 14 febbraio. Sterpin era stato l’ultimo a sentire Liliana al telefono prima della sua scomparsa. Per questo motivo, il suo nome è rimasto legato al caso fin dall’inizio. In città era conosciuto già prima dei fatti. Era un ex maratoneta e aveva lavorato come autista di autobus.

Il legame con Liliana Resinovich

Sterpin aveva raccontato più volte di avere una relazione con Liliana. Secondo il suo racconto, i due stavano anche pensando di andare a vivere insieme. Inoltre, aveva sempre respinto con forza l’ipotesi del suicidio. La mattina della scomparsa, il 14 dicembre 2021, aveva inviato a Liliana un messaggio in codice. Il senso era semplice: “Ciao amore mio, buongiorno”. Tuttavia, quella risposta non arrivò mai. Da lì nacquero i primi sospetti. Poco dopo, Sterpin denunciò la scomparsa della donna.

La testimonianza resta agli atti

La sua morte non blocca le indagini. Gli inquirenti avevano già cristallizzato la sua testimonianza nell’estate del 2025. Lo avevano fatto proprio per la sua età avanzata. Non è noto cosa abbia detto agli investigatori. Le indagini, infatti, sono ancora in corso. Tuttavia, è facile immaginare che abbia ribadito quanto già dichiarato in pubblico più volte. A dare notizia della sua scomparsa è stata la trasmissione Quarto Grado, dove Sterpin era stato spesso ospite. Il funerale si terrà nei prossimi giorni.

Le parole del suo avvocato

A parlare è stato anche il suo legale, Giuseppe Squitieri. In un’intervista ha ricordato il suo impegno. “Si è sempre battuto per la verità”, ha detto. E ha aggiunto che questa verità “dovrà uscire lo stesso”. Secondo l’avvocato, Sterpin ha sempre offerto un racconto lineare. Non ha mai cambiato versione. Il suo obiettivo, ha spiegato, era uno solo: capire cosa fosse successo davvero a Liliana.

Il caso Resinovich oggi

Per la morte di Liliana Resinovich è indagato il marito, Sebastiano Visintin. All’inizio, l’ipotesi principale era quella del suicidio. Poi, però, nuove indagini e nuove consulenze hanno cambiato il quadro. Oggi gli inquirenti ipotizzano un omicidio, avvenuto la mattina stessa della scomparsa. Quella data resta il 14 dicembre 2021. Il corpo di Liliana venne ritrovato solo il 5 gennaio 2022.

Le prossime tappe giudiziarie

Di recente, Sterpin aveva anche annunciato un esposto. Voleva che si approfondisse il lavoro della Procura nelle prime fasi dell’inchiesta. Parlava di “errori grossolani”. Secondo quanto riferito dall’avvocato Squitieri, il 9 marzo verranno depositate le prove genetiche dei periti. L’incidente probatorio dovrebbe svolgersi il 30 marzo, salvo nuove proroghe.