Una scena che riapre ferite profonde in un territorio che di incubi ne ha già conosciuti. A Scandicci, alle porte di Firenze, nella tarda mattinata del 18 febbraio è stato trovato il corpo decapitato di una donna. Aveva 44 anni, cittadinanza tedesca secondo le prime informazioni, ma l’identità definitiva sarà confermata solo dagli esami del Dna. Accanto al cadavere, un coltello. E un cane che vegliava il corpo, impedendo ai primi soccorritori di avvicinarsi fino all’intervento degli accalappiacani.
La Procura di Firenze ha aperto un fascicolo per omicidio
Le certezze, al momento, sono poche. I dubbi, molti. La donna è stata uccisa lì dove è stata trovata o il corpo è stato abbandonato successivamente? Quando è avvenuto il delitto? Chi ha compiuto un gesto tanto brutale e perché? Il luogo della scoperta è l’area ex Cnr, ai piedi di un casolare in disuso, con porte e finestre murate per impedire occupazioni abusive. I terreni sono di proprietà comunale. Sul retro dell’edificio c’è una tendopoli improvvisata, ripari di fortuna per senzatetto. A dare l’allarme è stato proprio un clochard. Attorno, un’area verde frequentata per passeggiate e attività ricreative, con una zona cani e, poco distante, scuole. Un paradosso crudele: uno spazio destinato a diventare parco urbano della biodiversità, teatro invece di una scena che ricorda un incubo.
E qui il pensiero corre inevitabilmente alla storia nera di queste campagne. Scandicci è stata a lungo al centro della mappa dei delitti attribuiti al Mostro di Firenze, una ferita mai del tutto rimarginata nell’immaginario collettivo. Le dinamiche sono diverse, le epoche lontane, ma il richiamo simbolico pesa. Quando in quell’area si parla di un corpo mutilato, l’eco del passato torna a farsi sentire.

Sul terreno, però, gli investigatori lavorano su elementi concreti. Il coltello trovato a terra è stato sequestrato e verrà sottoposto ad accertamenti per stabilire se sia l’arma del delitto. L’autopsia dovrà chiarire l’ora della morte e fornire indicazioni su eventuali segni di colluttazione o spostamento del corpo. La zona del casolare non è coperta da telecamere, ma dispositivi di videosorveglianza sono presenti nelle immediate vicinanze, in particolare presso un istituto superiore. I filmati vengono analizzati fotogramma dopo fotogramma.
Non si esclude che l’omicidio possa essere avvenuto altrove e che il corpo sia stato trasportato in quella che molti definiscono una “terra di nessuno”, un’area segnata dal degrado e dall’assenza di controllo costante. I carabinieri stanno verificando anche un altro episodio: un uomo originario del Marocco è stato sottoposto a Tso nei giorni precedenti perché ritenuto aggressivo verso alcune frequentatrici della zona. Al momento non risultano collegamenti accertati, ma ogni pista viene vagliata.
La sindaca di Scandicci, Claudia Sereni, ha parlato di una scoperta che “allarma profondamente”. Ha espresso fiducia nelle forze dell’ordine e nelle indagini coordinate dalla Procura, ricordando che proprio in quell’area sono previsti lavori di riqualificazione per 2,5 milioni di euro finanziati dalla Regione. Un progetto che ora si intreccia con una vicenda che scuote la comunità.
Resta l’immagine iniziale: un casolare murato, un’area verde attraversata ogni giorno da famiglie e studenti, un corpo mutilato e un cane che non si allontana. In una zona che porta ancora addosso il peso dei delitti del passato, la domanda è la stessa di allora e di oggi: chi è stato? E perché? Finché non arriveranno risposte dall’autopsia, dalle analisi scientifiche e dai riscontri investigativi, Scandicci resta sospesa tra cronaca e memoria.







