Serial killer in ambulanza a Forlimpopoli: arrestato Luca Spada, sei anziani morti e intercettazioni choc

Il serial killer delle ambulanze

Un serial killer in ambulanza. Non è una suggestione giornalistica né una sceneggiatura costruita a tavolino, ma l’ipotesi investigativa che prende forma nell’inchiesta aperta dalla Procura di Forlì e che nelle ultime ore ha portato all’arresto di Luca Spada, 27 anni, volontario della Croce Rossa di Forlimpopoli.

Il quadro che emerge è inquietante e ancora in evoluzione, ma già sufficiente a scuotere un intero territorio. Sei anziani morti in pochi mesi, tutti dopo essere stati trasportati in ambulanza mentre Spada era in servizio. Un filo rosso che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire caso per caso, con l’obiettivo di capire se si tratti davvero di una sequenza di omicidi legati da un’unica mano.

Serial killer in ambulanza, l’inchiesta sui decessi sospetti

Al momento l’arresto è scattato per un solo episodio, ma è quello che ha permesso di fare un salto decisivo nelle indagini. Si tratta della morte di Deanna Mambelli, 85 anni, avvenuta il 25 novembre 2025 dopo un trasferimento sanitario dall’ospedale Morgagni a una clinica privata.

L’autopsia, disposta proprio per chiarire le circostanze del decesso, avrebbe evidenziato la presenza di “masse gassose” incompatibili con una morte naturale. Secondo l’ipotesi della Procura, la donna sarebbe stata uccisa attraverso l’iniezione di aria o di sostanze capaci di provocare un’embolia gassosa. Una modalità che, se confermata, aprirebbe scenari estremamente gravi e compatibili con un’azione volontaria e ripetuta.

È questo il punto che ha portato i carabinieri a intervenire, eseguendo l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Spada nella sua abitazione di Meldola. L’accusa è di omicidio aggravato dall’uso di sostanze venefiche. La premeditazione, inizialmente ipotizzata, non è stata al momento riconosciuta dal gip.

Ma il cuore dell’indagine resta altrove: negli altri cinque decessi sospetti e nella possibilità che il numero delle vittime possa essere più alto. Gli investigatori stanno infatti verificando fino a venti casi, cercando analogie, coincidenze e riscontri oggettivi.

Le intercettazioni choc: “Lo voglio rifare”

A rendere ancora più cupo il quadro sono le intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte durante le indagini. Frasi che, se confermate, assumono un peso enorme nella ricostruzione accusatoria.

«Questi poveri vecchietti soffrono troppo… devono andare dal Buon Dio», avrebbe detto Spada in una conversazione. Ma è un’altra frase a gelare davvero: «Mi è piaciuto tanto quello che ho fatto… lo voglio rifare». Parole che evocano una possibile reiterazione del gesto, un elemento che rafforza l’ipotesi di un comportamento seriale.

Non siamo ancora davanti a una verità processuale, ma l’impianto accusatorio comincia a delineare un profilo inquietante, in cui la morte non sarebbe un evento accidentale, ma un atto cercato, ripetuto, quasi rivendicato.

Il nodo del movente e il legame con le pompe funebri

Resta ancora oscuro il movente. Gli inquirenti si muovono con cautela, evitando di sbilanciarsi su una spiegazione definitiva. Tuttavia, un elemento ha attirato l’attenzione degli investigatori: oltre al servizio sulle ambulanze, Luca Spada collaborava con un’agenzia di pompe funebri di Meldola, a pochi passi da casa sua.

Durante le perquisizioni è stata sequestrata anche una divisa utilizzata in quel contesto. Al momento si tratta solo di una coincidenza che gli investigatori stanno verificando, ma è evidente che il possibile collegamento tra attività sanitaria e funeraria rappresenta uno dei punti più delicati dell’inchiesta.

Nel frattempo, a Meldola prevale l’incredulità. Chi lo conosce parla di un ragazzo tranquillo, difficile da associare a un’accusa così pesante. Ma è proprio questa frattura tra immagine pubblica e sospetti investigativi a rendere il caso ancora più destabilizzante.

La Croce Rossa ha confermato la piena disponibilità a collaborare con gli inquirenti. Un passaggio inevitabile, mentre la vicenda assume dimensioni sempre più ampie. Perché se l’ipotesi investigativa dovesse trovare conferma, non si tratterebbe solo di una serie di omicidi. Si tratterebbe di un serial killer che avrebbe agito nel luogo più insospettabile: un’ambulanza.