Signorini davanti ai pm per tre ore: «Non ho commesso nessuna violenza». Il conduttore rompe ilsilenzio e respinge tutte le accuse

Tre ore piene. Senza scorciatoie, senza sottrarsi alle domande. Alfonso Signorini si è presentato spontaneamente al quarto piano del Palazzo di giustizia di Milano e ha deciso di parlare. Davanti ai pm Letizia Mannella e Alessandro Gobbis, il conduttore del Grande Fratello ha fornito la sua versione dei fatti nell’indagine che lo vede iscritto per violenza sessuale ed estorsione, dopo la denuncia presentata dal modello ed ex concorrente del reality Antonio Medugno.

Signorini non ha scelto il silenzio prudente, né la strategia attendista. Accompagnato dai suoi legali, Daniela Missaglia e Domenico Aiello, si è sottoposto a un lungo confronto con i magistrati, rilasciando dichiarazioni spontanee, intervallate da richieste di chiarimento. Il punto centrale, ribadito più volte, è netto: «Non ho commesso nessuna violenza». Una frase semplice, ma che pesa come un macigno nel cuore di un’inchiesta che rischia di scuotere non solo una carriera televisiva, ma l’intero sistema che ruota intorno ai grandi format dell’intrattenimento.

L’indagine è formalmente partita il 30 dicembre scorso, un atto dovuto dopo la denuncia depositata da Medugno, assistito dagli avvocati Cristina Morrone e Giuseppe Pipicella. Ma il caso aveva già iniziato a ribollire prima, trascinato nell’arena mediatica da Fabrizio Corona, che attraverso il format Falsissimo ha accusato Signorini di aver alimentato un presunto “sistema” di favori sessuali in cambio di visibilità e accesso alla Casa più famosa d’Italia.

Accuse che il diretto interessato respinge con decisione. Durante l’audizione, Signorini ha ricostruito i rapporti con Medugno, parlando anche delle chat intercorse tra i due. Proprio quei messaggi sono diventati uno dei nodi più delicati dell’inchiesta. Il fascicolo aperto per revenge porn – che vede Corona indagato dopo la querela presentata da Signorini – ha infatti portato al sequestro di foto, video e conversazioni private. Un passaggio chiave che avrebbe spinto Medugno a farsi avanti e a formalizzare la denuncia.

Il conduttore ha spiegato il contesto, ha rivendicato la correttezza del suo comportamento e ha negato qualsiasi abuso di potere. Nessuna pressione, nessuna promessa, nessuna richiesta indebita: questa, in sintesi, la linea difensiva portata davanti ai pm. Una versione che contrasta frontalmente con quella del denunciante, il quale sarà ascoltato nei prossimi giorni secondo la procedura prevista dal cosiddetto “codice rosso”, riservato ai casi di violenza.

Nel frattempo, il caso continua ad allargarsi come un’onda lunga. Nei giorni scorsi anche l’ex Gf Vip Gianluca Costantino, assistito dall’avvocato Leonardo D’Erasmo, ha fatto sapere di stare valutando se presentare a sua volta una denuncia. Un segnale che gli inquirenti osservano con attenzione, perché potrebbe cambiare il perimetro dell’indagine.

Medugno, dal canto suo, ha già messo a verbale un racconto pesante. «Mi sono fidato ciecamente del mio vecchio manager», ha spiegato, sostenendo di essere stato manipolato e indotto a minimizzare comportamenti che oggi definisce inaccettabili. Una versione che sarà vagliata punto per punto dalla Procura, insieme agli elementi tecnici già acquisiti.

Nel frattempo, Signorini ha scelto l’autosospensione dai suoi impegni Mediaset, inclusa la conduzione del Grande Fratello. Un passo che non equivale a un’ammissione di colpa, ma che certifica la gravità del momento. La sua è una difesa che passa dai tribunali prima ancora che dai comunicati, nella consapevolezza che il processo mediatico corre sempre più veloce di quello giudiziario.

Ora la palla passa agli inquirenti. Dopo aver raccolto tutte le versioni, analizzato chat, immagini e flussi di comunicazione, la Procura dovrà decidere se archiviare, proseguire o allargare il quadro. Per Signorini, intanto, la scelta è fatta: affrontare l’accusa a viso aperto, nel luogo dove le parole pesano più delle suggestioni. E dove, alla fine, non contano i format, ma i fatti.