È chill la parola giovane dell’anno. Il termine è stato scelto al termine dell’iniziativa che ha invitato ragazze e ragazzi a votare le parole e le espressioni più rappresentative del linguaggio giovanile del 2025.
A selezionarla è stata l’Accademia della Crusca, che a metà anno ha individuato chill come la più significativa tra le più votate: amo, aura, bobbare, bro, broski, chill, cringe, fra, letsgoski, rimasto, slay.
Sebbene non sia una novità assoluta — il suo uso nei linguaggi giovanili e sui social è diffuso da almeno quattro o cinque anni — chill appare oggi pienamente consolidata soprattutto tra le generazioni Alpha e Z. Al punto da aver dato origine a nuovi adattamenti in italiano, come il verbo chillare e il participio passato chillato, utilizzato anche con valore aggettivale.
In un’epoca segnata da velocità, iperattività e dalla richiesta costante di essere sempre reattivi e produttivi, il linguaggio dei giovani risponde con una parola che invita a rallentare, a godersi il momento e a ritagliarsi spazi di autentico relax.
La votazione ha coinvolto studenti e studentesse di scuole secondarie di primo e secondo grado, affiancati da enti, aziende e istituzioni, oltre a personalità del mondo dell’imprenditoria, dell’università e della cultura, chiamate a partecipare come testimonial.
Per la cronaca, l’Accademia della Crusca aveva puntato su chill, mentre il suo presidente Paolo D’Achille aveva indicato aura. La Società Dante Alighieri aveva scelto bro (da brother) e fra (da fratello). La sindaca di Firenze Sara Funaro e altri primi cittadini toscani avevano invece segnalato boomer, chill e ghostare. Mondadori Education, attingendo al dizionario Devoto-Oli, aveva selezionato bro e ghostare, ma anche bestie, cringe, dissing, crush e triggerare.
L’ultima edizione della “parola giovanile dell’anno” ha previsto anche tre premi speciali. Uno è stato assegnato a una scuola di Firenze per aver selezionato e definito con efficacia l’espressione essere cucinato, usata per indicare una situazione di difficoltà o guai. Un altro è andato all’associazione Step-Net, che ha coordinato il lavoro di nove ragazze e ragazzi plusdotati, premiati per i migliori neologismi. Il terzo riconoscimento è stato attribuito a un liceo di Acireale, in provincia di Catania, per l’invenzione della parola elevanza, termine che racchiude l’idea di valori elevati e di un’eleganza particolarmente raffinata.







