David Bowie, 10 anni fa a New York se ne andava un’icona senza tempo

David Bowie Live Aid, Wembley Stadium, London

Dieci anni fa a New York se ne andava David Bowie, ma la sua eredità artistica continua a vivere come poche altre nella storia della musica. Cantautore, polistrumentista, attore britannico, innovatore instancabile e visionario – Bowie resta un’icona senza tempo, capace di attraversare generazioni, mode e linguaggi senza mai perdere forza e attualità.

Dalla rivoluzione glam di Ziggy Stardust – l’alter ego iconico di Bowie – rockstar aliena e androgina che simboleggia libertà artistica, espressione di sé e critica sociale, introdotto nell’album fondamentale del 1972 “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars”. Alla sperimentazione elettronica della trilogia berlinese – costituita da tre album discografici cronologicamente pubblicati dal cantautore alla fine degli anni settanta: Low, Heroes e Lodger. Fino all’eleganza crepuscolare di “Blackstar”, venticinquesimo e ultimo album pubblicato l’8 gennaio 2016 dalla RCA Records, proprio pochi giorni prima della sua morte.

Bowie ha costantemente reinventato sé stesso, il concetto stesso di pop star e ad ogni fase della sua carriera ha anticipato tendenze, influenzando musica, moda, arte e cultura pop.

Lo ricordiamo come un’artista camaleontico e visionario, che ha fatto dell’identità una forma d’arte, sfidando convenzioni e stereotipi con coraggio e intelligenza. Le sue canzoni, da Heroes a Life on Mars?, continuano a parlare al presente, raccontando fragilità, sogni e inquietudini con una profondità rara.

A dieci anni dalla scomparsa, il Duca Bianco – personaggio adottato da David durante il periodo di “Station to Station”, non è solo un ricordo, ma una presenza costante. La sua musica, il suo stile e il suo immaginario restano un punto di riferimento per artisti e pubblico di tutto il mondo. David Bowie non ha mai smesso di guardare avanti. Sarà forse per questo che, ancora oggi, appare più vivo che mai?