“Finché morte non ci separi” selezionato ai David di Donatello 2026: il corto di OffiCine-Ied nella sezione cortometraggi

L’attrice Francesca Blasutig e Davide Gaudiosi sul set

Ambientato in un paradiso sospeso tra ironia e malinconia, “Finché morte non ci separi” è il cortometraggio presentato da OffiCine-Ied in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne 2025, ora selezionato nella sezione cortometraggi dei David di Donatello 2026.

Il progetto vanta la direzione artistica di Silvio Soldini e un cast che comprende Carla Signoris, Amanda Sandrelli, Filippo Scicchitano, Francesca Blasutig e Davide Gaudiosi. La regia è firmata da Alice Gnech ed Edoardo Maione ed è il risultato di un percorso formativo che ha coinvolto gli studenti di OffiCine-Ied, affiancati da professionisti del settore e sostenuti da realtà aziendali e istituzionali.

La storia del cortometraggio

La storia, come spiegato nella sinossi ufficiale, affronta con uno sguardo inedito il tema della violenza psicologica e domestica. Protagonista è Delia (Carla Signoris), che si gode la pace dell’aldilà leggendo e imparando l’inglese. A turbare la sua quiete arriva Lidia (Amanda Sandrelli), che si presenta come la sua anima gemella. Delia è confusa, anche per il mancato arrivo del marito Andrea.

Decide così di recarsi all’ufficio Anime Smarrite, dove l’Angelo incaricato (Filippo Scicchitano) le rivela una notizia inattesa: Andrea è morto da tempo e si trova all’Inferno. Per dimostrarle che non si tratta di un errore, l’Angelo le mostra l’estratto conto dell’anima del marito e, di fronte alla sua incredulità, le consente di rivedere alcune scene del suo passato, quando era giovane (Francesca Blasutig) e ancora legata a lui.

Dai ricordi emerge una lunga catena di violenze quotidiane reiterate negli anni: manipolazioni sottili, parole non dette, tradimenti e gesti che hanno progressivamente svuotato Delia. Il castello di silenzi e rimozioni costruito per sopravvivere crolla, lasciando spazio al desiderio di tornare indietro e cambiare il corso della propria vita. Nonostante i tentativi di Lidia di convincerla a dimenticare la terra e godersi finalmente il Paradiso, Delia sceglie di rischiare, accettando la possibilità offertale dall’Angelo: tornare nella sua vita precedente per provare a riscriverne la storia.

“Un racconto simbolico, ma profondamente realistico – si spiega in una nota – che invita a dare un nome ai segnali di una relazione tossica e a rompere il silenzio”.

Il cortometraggio è stato realizzato da OffiCine-Ied con il sostegno e la collaborazione di Indiana Production, Fondazione Libellula – impegnata nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere e di ogni forma di discriminazione – e Fondazione Una Nessuna Centomila, attiva nella prevenzione e nel contrasto della violenza sulle donne, con la media partnership di Io Donna.

Carla Signoris sul set di “Finché morte non ci separi”