“La rosa di Gaza”, dieci voci di donne sotto le bombe

Raccontare Gaza dall’interno, senza slogan e senza retorica. Lo fa La rosa di Gaza, il nuovo volume in uscita il 16 gennaio per la collana “Icone” di Les Flâuners Edizioni, che raccoglie poesie e prose poetiche di dieci scrittrici palestinesi.

Studentesse, professioniste, madri. Donne che vivono nella Striscia e che raccontano, con parole essenziali e dirette, cosa significa crescere e sopravvivere sotto assedio. I testi nascono da un’esperienza quotidiana segnata dalla guerra, dalla perdita e dallo sradicamento, ma anche dalla resistenza e da una ostinata volontà di futuro. Il libro è curato da Alessandro Cannavale, Luca Crastolla e Lucia Cupertino.

In queste pagine Gaza non è solo un luogo geografico, ma uno spazio interiore. È il teatro della distruzione, ma anche il punto da cui ripartono identità, memoria e desiderio. La poesia diventa così un atto necessario: un modo per resistere, per non scomparire nel silenzio, per trasformare il dolore in parola condivisa. Accanto alla morte e al trauma trovano spazio l’amore, l’infanzia, il ricordo, la speranza.

“La rosa di Gaza” raccoglie cinquanta poesie che compongono un ritratto corale e intimo della vita nella Striscia. Le autrici – Nima Hasan, Ruba al-Sharif, Shuruq Dughmush, Dunya al-Amal Ismail, Samar al-Ghussein, Marah al-Khatib, Du’a Said, Raghad al-Naami, Nahar Hussein e Fedaa Zeyad – scrivono da una terra ferita, raccontando un’esistenza segnata dall’occupazione fin dall’infanzia e da una guerra che sembra non avere fine.

Il volume è arricchito dalle illustrazioni di Fabiana Renzo e da un’appendice con i disegni di una bambina di Gaza, che aggiungono uno sguardo ulteriore, fragile e potentissimo. Le poesie sono presentate con testo a fronte in arabo e tradotte da un gruppo di studiosi e traduttori, tra cui Nabil Bey Salameh, Angelo Cafagno e Simone Sibilio. Attraverso dieci QR Code, il lettore può anche ascoltare le autrici mentre recitano una poesia nella loro lingua.

A chiudere il libro, due contributi di Simone Sibilio e Roberto De Vogli, che aiutano a inquadrare il valore culturale e umano di questa raccolta. Parte del ricavato delle vendite sarà devoluto a Medici Senza Frontiere, a sostegno delle attività umanitarie.

“La rosa di Gaza” non è solo un libro di poesie. È uno spazio di ascolto, un documento umano che restituisce dignità a voci spesso ridotte a numeri. Un racconto collettivo che, anche sotto le bombe, continua a parlare di vita.