“Ragazzo dei ’90”, il nuovo videoclip di Kento tra reggae e Hip Hop

Kento

È uscito oggi, venerdì 13 gennaio, il videoclip di “Ragazzo dei ’90”, il nuovo brano di Kento, già disponibile su tutte le piattaforme digitali. Il pezzo è prodotto da Duccio B per Cabiria Record & Redgoldgreen Label su base Rockstar Riddim.

Kento, nome d’arte di Francesco Carlo – rapper e attivista nato a Reggio Calabria e da anni attivo tra musica e progetti sociali nelle carceri e nelle periferie – torna con un brano che intreccia memoria personale e sguardo politico. Con “Ragazzo dei ’90” l’artista mette in rima l’immaginario di una generazione cresciuta tra cultura hip hop, reggae e controcultura, ma evita la nostalgia facile: il passato diventa uno strumento per leggere il presente. La parola è identità, ma anche presa di posizione.

Il videoclip, diretto da Emiliano Menichetti (WsW Wufer) e girato al Pianeta Sonoro di Roma, traduce in immagini questa visione. Atmosfere underground, dancehall queen, luci soffuse e un’estetica street fanno da cornice a una performance intensa, dove musica e comunità si incontrano senza filtri.

Dal punto di vista sonoro, il brano nasce dall’incontro tra esperienze diverse. Accanto a Kento ci sono Flavio Poggi alla chitarra, con un background legato anche alla scena metal, e Robbie D (batteria e basso) e Shiny D (tastiere) della reggae band The Right Stuff Warrior. Il risultato è un suono dinamico che mescola reggae, dancehall e hip hop in modo naturale.

Il Rockstar Riddim, che ospita anche artisti internazionali come Turbulence e Kimeco, si inserisce nella tradizione giamaicana del riddim condiviso: una stessa base musicale interpretata da voci diverse. In questo contesto, la scrittura di Kento trova una forma personale e contemporanea.

Nel percorso dell’artista calabrese, la musica resta uno strumento collettivo. Dai laboratori nelle carceri ai palchi dei festival, Kento ha sempre unito rap e impegno civile. “Ragazzo dei ’90” è la sintesi di questo cammino: un brano che parla a chi è cresciuto in quegli anni, ma soprattutto a chi cerca oggi parole chiare per raccontare il proprio tempo.