“L’introduzione degli algoritmi ha stravolto la nostra fruizione dei social, senza che ce ne rendessimo conto più di tanto. Gli algoritmi cercano di sollecitare due nostre emozioni fondamentali, la rabbia e la paura, e su questo costruiscono il cosiddetto engagement. Chi ha colpe? Penso che le responsabilità siano condivise ma di certo alla Silicon Valley e in Cina il profitto ha guidato queste operazioni”. È uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Riccardo Luna, che ieri a Fermo ha presentato il suo libro “Qualcosa è andato storto”, edito da Solferino, in un Auditorium Sandro Pertini riempito da un pubblico attento e partecipe. Oltre due ore di dibattito e confronto, con molte domande rilanciate dai presenti, anche grazie alla partecipazione di Franco Contu, cofondatore di Sardex, e di Luca D’Aprile, cofondatore e responsabile innovazione e digital del Fatto Quotidiano.
“L’introduzione degli algoritmi – ha spiegato Luna – ha stravolto la nostra fruizione dei social, senza che ce ne rendessimo conto più di tanto. Oggi gli algoritmi, che sono studiati da aziende private e non rendono conto di fatto a nessuna istituzione pubblica, cercano di sollecitare le nostre emozioni fondamentali, la rabbia e la paura, e su questo costruiscono il cosiddetto engagement. Di chi sono le colpe per questa situazione? Penso che le responsabilità siano condivise e che non serva oggi cercare per forza un colpevole, ma di certo nella Silicon Valley e in Cina il profitto ha guidato queste operazioni. Ora bisogna tenere gli occhi aperti: noi genitori, i più giovani e anche la scuola”.
L’evento è stato promosso da Sardex insieme alle Comunità Economiche Locali, con il patrocinio del Comune di Fermo e il sostegno di SardexPay. Con questo appuntamento, Sardex conferma la propria attenzione ai temi dell’innovazione come fattore sociale e territoriale, promuovendo occasioni pubbliche di riflessione che mettano insieme informazione, impresa e comunità.
SardexPay è la Community nazionale dell’economia reale. Ogni giorno migliaia di imprese in tutta Italia scambiano beni e servizi all’interno del circuito Sardex, pagando in crediti commerciali e preservando così il proprio conto in Euro. Un modello che rafforza le relazioni tra imprese e sostiene l’economia reale dei territori.







