Sandokan patrimonio dell’umanità, la proposta dal Veneto: consacrare Emilio Salgari come icona nazionale sul palcoscenico mondiale

C’è chi propone di consacrarlo patrimonio dell’umanità, chi chiede un riconoscimento istituzionale, chi immagina una serata di gala capace di trasformare l’Arena di Verona in un tempio dell’avventura. Il nome è uno di quelli che, nella memoria collettiva italiana, non hanno bisogno di presentazioni: Emilio Salgari. E il personaggio che torna a ruggire è Sandokan, la Tigre della Malesia, icona letteraria che attraversa generazioni.

L’iniziativa parte dal Veneto. Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi ha scritto al presidente della Fondazione Arena di Verona, Damiano Tommasi, e al sottosegretario alla Cultura Gianantonio Mazzi per chiedere che «l’opera salgariana venga finalmente celebrata come un pilastro della letteratura nazionale». Una richiesta che non si limita a un omaggio simbolico, ma punta a un riconoscimento istituzionale capace di sancire ufficialmente il ruolo di Salgari nella costruzione dell’immaginario italiano.

Secondo Valdegamberi, si tratta di un atto dovuto. «L’opera di Salgari – scrive il consigliere regionale veronese – rappresenta un pilastro della letteratura popolare nazionale e un patrimonio culturale capace di attraversare generazioni, linguaggi e confini, rafforzando la presenza dell’immaginario italiano nel mondo». Non solo romanzi d’avventura, dunque, ma un corpus narrativo che ha alimentato cinema, televisione, fumetto e cultura popolare.

Il progetto individua in Verona il luogo simbolico di questa consacrazione. È qui che Salgari è nato e si è formato, ed è qui che – nelle intenzioni dei promotori – dovrebbe prendere forma un tributo ufficiale. La città scaligera diventerebbe così il centro di un’operazione culturale che unisce memoria letteraria e promozione territoriale. «La città di Verona, luogo di nascita e formazione dello scrittore, viene proposta come simbolo di questo riconoscimento culturale», sottolinea la lettera.

La proposta non si ferma alla teoria. Valdegamberi suggerisce di dare corpo all’iniziativa in occasione della serata di gala “Le 67 Colonne”, evento organizzato dalla Fondazione Arena per la presentazione della stagione lirica 2026. Un palcoscenico di prestigio, capace di offrire visibilità nazionale e internazionale. L’idea è quella di intrecciare lirica e avventura, tradizione e racconto epico, in un’operazione che trasformi la celebrazione in un evento mediatico.

Per ampliare il raggio d’azione, la proposta prevede il coinvolgimento di Can Yaman, attore protagonista della recente produzione televisiva ispirata a Sandokan. La sua presenza, nelle intenzioni, rappresenterebbe un ponte tra il mito letterario e il pubblico globale contemporaneo. «La partecipazione dell’attore Can Yaman, interprete di una recente produzione televisiva ispirata alle opere salgariane, potrebbe contribuire a dare visibilità internazionale all’evento e a valorizzare il patrimonio letterario in chiave contemporanea», si legge nella lettera.

Il riferimento alle piattaforme audiovisive non è casuale. Valdegamberi osserva che «il crescente interesse internazionale verso l’opera dello scrittore, sostenuto anche da grandi piattaforme audiovisive come Disney e Netflix, conferma la rilevanza attuale di questa iniziativa». Salgari, autore ottocentesco, torna così al centro di un ecosistema narrativo che parla alle nuove generazioni attraverso linguaggi diversi.

Il nodo, tuttavia, resta istituzionale. «Un riconoscimento ufficiale rappresenterebbe un atto dovuto per valorizzare la memoria culturale nazionale», evidenzia Valdegamberi, sottolineando come l’iniziativa possa «rafforzare il ruolo del Veneto e di Verona come promotori di cultura, creatività e identità italiana a livello globale». La cultura come leva di identità e sviluppo, in un equilibrio tra celebrazione e promozione del territorio.

Nella lettera il consigliere regionale si dichiara disponibile a un confronto con le istituzioni per definire modalità e tempi dell’eventuale riconoscimento. L’auspicio è che l’operazione possa diventare «un significativo momento di sintesi tra cultura, istituzioni e promozione del territorio». Una formula che richiama l’idea di un progetto condiviso, capace di unire pubblico e privato, amministrazioni e fondazioni culturali.

Il dibattito si inserisce in una riflessione più ampia sul ruolo della letteratura popolare nel canone nazionale. Salgari non è stato soltanto autore di romanzi d’avventura: ha costruito un universo narrativo che, pur ambientato in luoghi lontani, è entrato stabilmente nell’identità culturale italiana. Le sue storie, scritte senza aver mai visitato i mari del Sud, hanno alimentato sogni di esotismo, ribellione e giustizia.

Oggi la proposta di consacrarlo come icona nazionale riporta al centro una domanda culturale: quale spazio riservare ai grandi narratori popolari nella memoria istituzionale? E quale valore attribuire a un autore che, pur lontano dalle élite letterarie del suo tempo, ha inciso profondamente nell’immaginario collettivo?

La risposta, per ora, è affidata alla disponibilità delle istituzioni coinvolte. L’Arena di Verona, simbolo di spettacolo e tradizione, potrebbe diventare teatro di una celebrazione che intreccia opera lirica e avventura salgariana. Il ministero della Cultura dovrà valutare la forma del riconoscimento. Intanto, la Tigre della Malesia torna a far parlare di sé, non più solo tra le pagine di un romanzo, ma tra lettere ufficiali e strategie culturali.