Tutto su Cannes 2026: Almodóvar, Italia esclusa e il debutto alla regia di John Travolta

Cannes, conferenza stampa, Ipa @lacapitalenews.it

L’edizione di Cannes 2026, in programma dal 12 al 23 maggio, si preannuncia come un atto di resistenza culturale e un inno alla libertà, ma per il nostro Paese il sapore è decisamente amaro. Durante la conferenza stampa parigina della 79ª edizione, un sorriso ironico è scappato a molti osservatori quando il delegato generale Thierry Frémaux ha citato l’unico barlume di tricolore nel programma: la presenza di Erri De Luca in veste di attore. Lo scrittore compare infatti nel film francese in concorso La Vie d’Une Femme (A Woman’s Life) di Charline Bourgeois-Tacquet, dove recita accanto a Léa Drucker. È l’unico appiglio per un’Italia che, in questa edizione, sembra essere totalmente “desaparecida” dalle sezioni che contano.

Cinema italiano fuori dal concorso

Bisogna risalire quasi a un decennio fa per ritrovare un’edizione del Festival di Cannes così avara di soddisfazioni per la nostra cinematografia. Era infatti il 2017 l’ultima volta che l’Italia rimaneva fuori dal programma ufficiale, interrompendo una striscia di successi e presenze costanti che avevano riportato il nostro cinema ai vertici mondiali. Da quel momento era stata un’ascesa continua: nel 2018 avevamo festeggiato con Matteo Garrone e il suo Dogman insieme a Lazzaro felice di Alice Rohrwacher, seguiti nel 2019 dal monumentale Il traditore di Marco Bellocchio. Persino dopo la pausa forzata del Covid nel 2020, avevamo schierato Nanni Moretti con Tre piani nel 2021 e Mario Martone con Nostalgia nel 2022. Il biennio più recente era stato un vero trionfo, con la tripletta del 2023 firmata da Moretti, Bellocchio e Rohrwacher, il passaggio di Paolo Sorrentino con Parthenope nel 2024 e il ritorno di Martone con Fuori nel 2025. Oggi, quel dinamismo sembra essersi bruscamente arrestato.

La sfida per la Palma d’Oro

Il tabellone del concorso principale è una parata di giganti pronti a darsi battaglia. Gli occhi di tutti sono puntati su Pedro Almodóvar, che porta sulla Croisette il suo Amarga Navidad (Natale amaro), un dramma sentimentale che promette di scavare nelle pieghe più profonde dell’anima. Non meno atteso è l’iraniano Asghar Farhadi, che con Parallel Tales ricostruisce un affresco corale legato alla ferita degli attentati di Parigi del 2015. La corsa al premio vede protagoniste anche opere di densità straordinaria come l’intenso dramma familiare Gentle Monster dell’austriaca Marie Kreutzer e il potente ritorno di Laszlo Nemes con Moulin, un nuovo dramma bellico che promette di lasciare il segno.

La competizione si infittisce con le visioni di Andrey Zvyagintsev in Minotaur e il tocco raffinato di Rodrigo Sorogoyen, che in El ser querido schiera una coppia d’eccezione formata da Javier Bardem e Victoria Luengo. Il gusto per la sperimentazione trova invece spazio in The Man I Love di Ira Sachs, un fantasy musical che vede protagonista Rami Malek. La geografia del concorso si espande ulteriormente toccando la Polonia con Fatherland di Pawel Pawlikowski e la Romania con Fjord di Cristian Mungiu, senza dimenticare la forza del cinema francese rappresentato da Léa Mysius con Histoire de la nuit, Emmanuel Marre con Notre salut, Jeanne Herry con Garance e Arthur Harrari con The Unknown.

Il dominio del cinema d’Oriente

L’Oriente reclama il suo ruolo di guida estetica con una selezione di titoli che promettono meraviglie. Il Giappone si presenta in forze con i Nagi Notes di Koji Fukada, l’atteso Sheep in the Box di Hirokazu Kore-eda e il nuovo lavoro di Ryusuke HamaguchiAll of a Sudden. La Corea risponde invece con l’inquietudine di Hope firmato Na Hong-jin. Anche l’Europa più giovane e audace trova spazio grazie al talento di Lukas Dhont con Coward, alle atmosfere di Valeska Grisebach in The Dreamed Adventure e al tocco dei “Javis” (Javier Ambrossi e Javier Calvo) che portano in gara The Black Ball. A chiudere questo straordinario mosaico narrativo saranno le riflessioni al femminile di Charline Bourgeois-Taquet in A Woman’s Life.

Red carpet da sogno

Ma il fascino di Cannes vive anche di glamour e grandi eventi fuori gara. Ad inaugurare ufficialmente il festival sarà la commedia romantica La Vénus électrique di Pierre Salvadori, che trasporterà il pubblico nelle atmosfere dei ruggenti anni Venti. Il red carpet vedrà sfilare icone assolute come Marion Cotillard, Brendan Fraser, Dustin Hoffman, Bill Murray e Kristen Stewart, protagonisti di alcune delle proiezioni più attese della kermesse. Tuttavia, la vera curiosità dei critici e dei fan è tutta per la sezione Premiere: è qui che avverrà lo storico debutto dietro la macchina da presa di John Travolta, pronto a presentare al mondo la sua opera prima, Propeller One-Way Night Coach, aggiungendo un tassello inedito a una carriera già leggendaria.