Ogni anno, a Natale, a Pasqua e in qualsiasi altra occasione, la scena è sempre la stessa: apri un’app, cerchi un biglietto, fai due conti e capisci che tornare a casa è una scelta che dipende dal prezzo del giorno, dalla disponibilità rimasta e, spesso, dal fatto che tu possa permettertelo o no.
Tornare a casa non è mai solo una questione di ore di viaggio
Le tariffe nei giorni di picco sono un sistema. Un algoritmo che sa esattamente quanto sei disposto a pagare quando la data si avvicina e i posti rimasti sono pochi. Se non hai margine economico sufficiente, quel sistema ti risponde in modo molto semplice: questa volta resti dove sei. Per chi studia o lavora lontano dalla Calabria, il “caro-trasporti” è un meccanismo prevedibile che si ripete nei periodi di picco. I prezzi salgono quando la domanda è più alta e quando i posti si riducono. Tradotto: più si avvicina la data, più diventa facile sentirsi dire, senza che nessuno te lo dica davvero, “questa volta resti dove sei”.
L’iniziativa BUS-SIAMO A CASA
Qualcuno, a Lamezia Terme, ha deciso che valeva la pena provare a cambiare, anche nel piccolo, questa situazione. “BUS-SIAMO A CASA: riportiamo i fuorisede in Calabria” è l’iniziativa lanciata dal Partito Democratico di Lamezia Terme insieme ai Giovani Democratici di Lamezia e della federazione di Cosenza. Un pullman gratuito, partenza da Milano la sera del 1 aprile, arrivo tra Cosenza e Lamezia Terme la mattina del 2 aprile. Tappe possibili a Bologna, Firenze e Roma, in base al numero di adesioni.
C’è qualcosa in questa iniziativa che va oltre la logistica. È l’ammissione, finalmente esplicita, che per una generazione intera tornare a casa è diventato un privilegio. E che la politica, se vuole essere credibile, non può limitarsi a denunciarlo.
La gratuità, però, non arriva per magia. Il bus può partire solo se la comunità riesce a sostenerlo. L’iniziativa infatti si regge su una campagna di crowdfunding e su eventuali sponsorizzazioni di aziende, enti o privati. L’idea è “pagare i chilometri”: piccole donazioni diffuse, per trasformare un costo individuale in uno sforzo collettivo.
Le due condizioni per farlo
Per far partire il pullman servono due condizioni: raggiungere un budget di 2.400 euro e almeno 25 partecipanti. Se entro il 15 marzo non si raggiunge il target, quanto raccolto viene rimborsato.
L’iniziativa è riservata a under 35 domiciliati nel Nord e nel Centro Italia per motivi di studio o lavoro. Per prenotare il proprio posto si può scrivere a bussiamoacasa@gmail.com .
Dietro questa iniziativa c’è anche un messaggio che va oltre Pasqua naturamente. La mobilità non è un dettaglio: è la condizione minima per tenere insieme affetti, studio, lavoro, radici. Quando tornare a casa diventa un privilegio, la frattura non è solo geografica. È soprattutto, come sempre, sociale.
di Luca Falbo







