Destination Calabria conquista il Pirellone di Milano: al via il magazine che unisce Nord e Sud nel nome della promozione del territorio

Non una passerella, non il solito evento buono per le foto di rito e le strette di mano istituzionali. La presentazione di Destination Calabria al Pirellone di Milano ha avuto un significato più profondo e, per certi versi, anche più ambizioso: provare a trasformare un legame storico tra due terre in una piattaforma vera di promozione, racconto e sviluppo.

La sala gremita del Consiglio regionale della Lombardia ha restituito subito la misura dell’interesse attorno all’iniziativa lanciata da Discover Italy Foundation, che ha scelto proprio Milano per accendere i riflettori su un progetto editoriale nato con un obiettivo chiaro: raccontare la Calabria non in modo folkloristico o cartolinesco, ma come un sistema di eccellenze, territori, persone, tradizioni e opportunità che meritano di trovare spazio e voce.

Destination Calabria si presenta al Pirellone

Il cuore dell’evento è stato proprio il debutto ufficiale del magazine Destination Calabria, diretto da Domenico Marasco, pensato come uno strumento dinamico di conoscenza e valorizzazione del territorio. Non soltanto una pubblicazione, dunque, ma un tassello di una strategia più ampia che punta a far emergere anche quella parte di Calabria meno raccontata, meno venduta, meno inserita nei grandi circuiti del marketing territoriale, pur essendo ricchissima di qualità e potenzialità.

A spiegare bene il senso dell’iniziativa è stato il presidente di Discover Italy Foundation, l’imprenditore Roberto Gallo, che ha definito il magazine una misura concreta e rilevante nel processo di promozione dei territori calabresi, con un’attenzione particolare non solo alle mete già conosciute, ma anche a quelle realtà eccellenti che ancora faticano a ottenere la visibilità che meriterebbero.

Ed è proprio qui che il progetto prova a fare la differenza: non limitarsi a celebrare la Calabria che già si conosce, ma allargare il campo, scavare, raccontare, mettere in circolo energie nuove.

Calabria e Lombardia, un legame che viene da lontano

La scelta di Milano non è stata casuale. Calabria e Lombardia, infatti, condividono un rapporto antico, profondo, costruito negli anni attraverso le storie dell’emigrazione, del lavoro, dell’integrazione e della crescita reciproca. Una relazione che non appartiene soltanto alla memoria, ma anche al presente.

In Lombardia vive da decenni una comunità calabrese ampia, radicata, operosa, che ha contribuito in modo importante al tessuto sociale, professionale ed economico della regione. Ecco perché parlare di ponte tra Calabria e Nord non significa usare una formula buona per i comunicati, ma riconoscere una realtà viva, concreta, fatta di persone, famiglie, imprese e relazioni che continuano ancora oggi a generare valore.

Non sorprende allora che i saluti istituzionali abbiano insistito proprio su questo punto. Il presidente del Consiglio regionale lombardo Federico Romani ha ribadito il proprio legame con la comunità calabrese, mentre il vicepresidente Giacomo Cosentino, insieme a Nicolas Gallizzi e Franco Lucente, ha sottolineato l’importanza di un rapporto che continua a produrre scambi e arricchimento reciproco.

Un progetto che guarda al territorio vero

Uno dei passaggi più interessanti della giornata ha riguardato la condivisione di intenti tra il direttore generale dell’ente Parchi Marini, Raffaele Greco, e il presidente della Commissione Ambiente della Lombardia, Alessandro Cantoni. Un asse costruito attorno all’idea di promuovere e far conoscere i patrimoni naturalistici, dentro una logica che non separa la valorizzazione ambientale da quella culturale e turistica.

È un punto decisivo, perché oggi parlare di Calabria significa anche uscire da una narrazione pigra e ripetitiva. Significa mostrare non solo il mare da cartolina o la tradizione da dépliant, ma una regione capace di offrire paesaggi, biodiversità, cucina, cultura, borghi, esperienze e storie in grado di reggere il confronto con qualsiasi altra destinazione italiana.

In questa direzione si è mosso anche il consigliere regionale lombardo Luca Marrelli, che ha fortemente voluto l’iniziativa nella cornice istituzionale del Pirellone. Il suo intervento ha insistito sul valore della collaborazione tra Calabria e Lombardia, definita un arricchimento continuo, una conoscenza reciproca da consolidare su basi ancora più solide.

Non solo istituzioni: cucina, cultura e racconto

A rendere ancora più ricco il confronto sono stati anche gli interventi di Francesca Mannis, chef e autrice del libro Storie da bere, del presidente dell’Accademia dei Caccuriani Adolfo Barone e del giornalista Ugo Floro, che ha moderato i lavori. Presenze diverse ma coerenti con lo spirito dell’iniziativa: costruire una narrazione ampia della Calabria, capace di tenere insieme identità, gusto, memoria, territorio e visione.

Perché il rischio, quando si parla di promozione territoriale, è sempre quello di ridurre tutto a slogan vuoti. Invece qui il messaggio emerso è sembrato più concreto: fare rete non come formula ornamentale, ma come metodo operativo. Mettere insieme istituzioni, cultura, impresa, editoria e competenze per dare finalmente alla Calabria un racconto più forte, più moderno e più giusto.

Il segnale politico e culturale dell’iniziativa

Non è secondario, infine, che alla presentazione siano arrivati anche i saluti del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e i collegamenti con l’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo e con il consigliere regionale Orlandino Greco, presidente dell’organismo che rappresenta i calabresi all’estero. Segno che l’iniziativa è stata percepita non come un episodio isolato, ma come un passaggio da seguire con attenzione.

Ed è probabilmente questo il risultato più interessante della giornata milanese: aver dato l’impressione che Destination Calabria non sia nato per restare una bella copertina, ma per diventare un contenitore stabile di racconto e promozione. Un luogo editoriale da cui partire per dire che la Calabria non ha bisogno di essere compatita, ma capita. E soprattutto raccontata meglio.

Al Pirellone, in fondo, è successo proprio questo: la Calabria non si è presentata come terra lontana da celebrare una volta ogni tanto, ma come interlocutore forte, credibile, ricco di contenuti. E già questo, in tempi di promozione urlata e spesso superficiale, è un risultato che pesa.