Zona 30 nel centro storico, il Moto Guzzi Club Roma: “Così si rischia di penalizzare le due ruote”

L’estensione del limite di 30 km/h a tutta la ZTL del Centro Storico di Roma, entrata in vigore lo scorso 15 gennaio, accende il dibattito sulla sicurezza stradale. La misura riguarda anche arterie di scorrimento come Corso Vittorio Emanuele II, via del Teatro di Marcello e il Traforo Umberto I. Una scelta che il Moto Guzzi Club Roma guarda con attenzione, chiedendo però correzioni per evitare effetti controproducenti, soprattutto per chi si muove su moto e scooter.

Il Club chiarisce di non essere contrario al principio della sicurezza, ma mette in guardia da un’applicazione indistinta della Zona 30. Nel centro storico, spiegano i motociclisti, buche, pavé sconnesso e rotaie rendono spesso difficile mantenere l’equilibrio proprio a basse velocità. In questi contesti, procedere a 30 km/h non significa necessariamente maggiore sicurezza, ma può aumentare il rischio di cadute.

“Il 30 sul cartello non ripara l’asfalto”, afferma Fabio Galli, presidente del Moto Guzzi Club Roma. “Se l’obiettivo è ridurre incidenti e caos, servono interventi concreti: strade in ordine, segnaletica chiara e controlli mirati su chi guida davvero in modo pericoloso. Mettere 30 ovunque, senza distinguere, non protegge: espone ancora di più chi viaggia su due ruote”.

Da qui una serie di richieste rivolte all’Amministrazione comunale. In primo luogo, la messa in sicurezza dei tratti più critici della ZTL, a partire dalle buche e dalle zone con pavimentazione deteriorata. Poi, l’introduzione di regole differenziate tra vicoli stretti e arterie principali, evitando un approccio uniforme che non tenga conto delle diverse caratteristiche della viabilità. Infine, controlli mirati su velocità e manovre realmente pericolose, anziché verifiche generalizzate “a strascico”.

Il Moto Guzzi Club Roma annuncia l’intenzione di chiedere un confronto diretto con il Campidoglio e di coinvolgere anche la Federazione Motociclistica Italiana (FMI), per portare al tavolo istituzionale il punto di vista di chi attraversa quotidianamente il centro della Capitale su due ruote.

Una posizione che riapre il tema dell’equilibrio tra sicurezza, manutenzione delle infrastrutture e regole di circolazione, in una città dove moto e scooter rappresentano una componente essenziale della mobilità urbana.