Christopher Aleo e la nuova frontiera delle rinnovabili: dal fotovoltaico africano all’agrivoltaico

Negli ultimi anni il settore delle energie rinnovabili ha attirato capitali crescenti, ma non sempre con modelli finanziari capaci di reggere nel tempo. In questo contesto si inserisce l’esperienza di Christopher Aleo, manager e investitore che ha legato il proprio nome a una delle operazioni più strutturate nel fotovoltaico africano.

Attraverso operazioni di cartolarizzazione di impianti solari nella fascia mediana dell’Africa e in Nigeria, Aleo ha contribuito alla realizzazione — tra impianti già allacciati alla rete e progetti in fase di completamento — di circa 1 gigawatt di potenza installata. Un volume che, tradotto in termini finanziari, ha generato flussi di cassa futuri stimati intorno ai 4 miliardi di euro, successivamente valorizzati attraverso il mercato borsistico. Un’operazione che ha permesso di trasformare infrastrutture energetiche reali in strumenti finanziari trasparenti, offrendo al tempo stesso liquidità agli investitori e stabilità ai territori coinvolti. Un modello che ha dimostrato come le rinnovabili, se accompagnate da una corretta architettura finanziaria, possano diventare un asset maturo anche in mercati considerati complessi. Oggi Aleo, in qualità di amministratore delegato di iSwiss Hedge Fund, fondo americano vigilato dalla Securities and Exchange Commission (SEC), guarda a una nuova evoluzione del settore: l’agrivoltaico.

L’agrivoltaico è un sistema che integra la produzione di energia fotovoltaica con l’attività agricola sullo stesso terreno, evitando il consumo di suolo e migliorando, in molti casi, le rese delle colture. I pannelli vengono installati a un’altezza e con una disposizione tali da consentire la coltivazione sottostante, offrendo benefici concreti: riduzione dello stress idrico, protezione dalle ondate di calore, mitigazione dell’evaporazione e maggiore stabilità dei raccolti.

Secondo Aleo, si tratta di una soluzione particolarmente adatta a un’Europa agricola sotto pressione, chiamata a conciliare transizione energetica, sicurezza alimentare e sostenibilità economica. La strategia del fondo punta ora a portare l’agrivoltaico sui mercati finanziari, non attraverso singoli operatori industriali, ma tramite associazioni di categoria del settore agricolo, creando veicoli capaci di rappresentare filiere produttive reali.

L’obiettivo dichiarato non è la finanziarizzazione fine a se stessa, ma la costruzione di un ponte tra agricoltura, energia e capitale, in grado di offrire agli agricoltori nuove fonti di reddito e agli investitori progetti ancorati all’economia reale.

In un momento in cui la transizione ecologica rischia di rimanere confinata a dichiarazioni di principio, il percorso di Christopher Aleo indica una strada diversa: meno slogan, più infrastrutture. E soprattutto, modelli finanziari capaci di trasformare la sostenibilità in un sistema economicamente solido.