Contratti nazionali, via libera del Governo: aumenti per i dirigenti della Sanità e nuovo contratto per la Presidenza del Consiglio

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all’autorizzazione per il Ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo a esprimere il parere favorevole del Governo su due ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) che riguardano, da un lato, il personale dirigenziale dell’Area Sanità e, dall’altro, il personale dirigenziale del comparto autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Si tratta di un passaggio formale ma decisivo per rendere operative due intese che intervengono sia sul piano economico sia su quello organizzativo, con l’obiettivo di aggiornare il quadro contrattuale e rispondere alle esigenze di settori strategici della pubblica amministrazione.

Il primo contratto riguarda il personale dirigenziale dell’Area Sanità per il triennio 2022-2024, sottoscritto il 18 novembre 2025 dall’ARAN e dalle organizzazioni sindacali di categoria, con parere favorevole già espresso dal Comitato di settore Regioni-Sanità il 15 dicembre 2025. L’ipotesi contrattuale si applica a tutti i dirigenti medici, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie, sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato, dipendenti dalle Aziende ed Enti del comparto, compresi gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali e le Agenenzie Regionali per la Protezione Ambientale. La platea interessata è ampia: alla data del 31 dicembre 2021 si tratta di 137.370 unità di personale.

Sul piano economico, il contratto riconosce a regime, a decorrere dal 1° gennaio 2024, incrementi retributivi pari al 5,76% del monte salari utile ai fini contrattuali. In concreto, oltre all’aumento dello stipendio tabellare – pari a 230 euro mensili per tredici mensilità – sono previsti incrementi della retribuzione di posizione, dell’indennità di specificità medico-veterinaria e sanitaria e dell’indennità per gli incarichi di direzione complessa. È prevista anche una rimodulazione della quota di retribuzione di posizione di parte fissa per i dirigenti sanitari a rapporto non esclusivo.

Accanto agli aspetti retributivi, il contratto introduce diverse novità normative. Tra queste, la riscrittura della disciplina del periodo di prova, la possibilità di ricostituzione del rapporto di lavoro per agevolare il rientro dei dirigenti, il riconoscimento dell’esperienza ai fini del conferimento degli incarichi includendo anche il periodo di prova, e l’introduzione dell’indennità di polizia giudiziaria per i dirigenti addetti ai controlli ufficiali che svolgano effettivamente funzioni ispettive. Vengono inoltre fissati un vincolo annuale di costo per le prestazioni aggiuntive e il patrocinio legale in caso di aggressioni subite dal personale dirigente da parte di terzi.

Il secondo via libera riguarda invece l’ipotesi di CCNL del personale dirigenziale del comparto autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri per il triennio 2019-2021, sottoscritta il 2 dicembre 2025. In questo caso l’accento è posto soprattutto sull’organizzazione del lavoro e sulla valorizzazione delle competenze. Il contratto prevede una rivisitazione delle materie di confronto e contrattazione integrativa, l’introduzione di un sistema strutturato di affiancamento per i dirigenti neoassunti, pensato per favorire il trasferimento di competenze e la diffusione della cultura organizzativa, e una rinnovata attenzione alla formazione.

In particolare, viene rafforzato il focus sulle competenze digitali, sui temi dell’etica pubblica e sulle materie legate alle specifiche attività della Presidenza del Consiglio, anche con l’obiettivo di favorire la mobilità interna e una gestione più flessibile e moderna delle professionalità dirigenziali.

Con queste due autorizzazioni, il Governo compie un passo importante verso l’attuazione concreta dei rinnovi contrattuali in settori chiave della pubblica amministrazione, con un duplice obiettivo: da un lato, riconoscere economicamente il ruolo e le responsabilità dei dirigenti, in particolare in ambito sanitario; dall’altro, rafforzare l’organizzazione e le competenze della dirigenza pubblica in un’ottica di maggiore efficienza e qualità dell’azione amministrativa.