PAC, stop ai tagli: “Più risorse all’agricoltura italiana”

Dalla Commissione europea arrivano segnali positivi sul futuro della Politica agricola comune e per l’Italia si apre una fase decisamente più favorevole rispetto alle ipotesi iniziali. A rivendicare il risultato è il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, che parla di “buone notizie” e di una conferma della linea tenuta dal Governo nei confronti di Bruxelles.

Secondo quanto spiegato dal ministro, viene cancellato il taglio del 22% alle risorse agricole previsto nella proposta di bilancio europeo per il periodo 2028-2034. Non solo: la dotazione finanziaria per l’agricoltura risulta addirittura aumentata di un miliardo di euro rispetto al ciclo 2021-2027. Un risultato che, per Lollobrigida, mette in sicurezza la specificità della Politica agricola comune.

La proposta iniziale della Commissione europea prevedeva per l’Italia 31 miliardi di euro, contro i 37,7 miliardi della precedente programmazione, aprendo un fronte di forte tensione politica. L’Italia si era opposta a quella impostazione, guidando un blocco di Paesi contrari a un ridimensionamento delle politiche agricole e denunciando il rischio di una rinazionalizzazione della PAC, con i governi liberi di spostare risorse dal settore primario ad altri ambiti.

Nel nuovo quadro delineato da Bruxelles, questi rischi vengono superati. La Commissione ha infatti vincolato 5 miliardi di euro del cosiddetto “Rural target” a interventi agricoli nelle aree rurali e ha destinato altri 4,7 miliardi di euro, provenienti dalla riserva non allocata del budget italiano, sempre al settore primario. Per l’Italia, il saldo complessivo porta a un incremento di circa 10 miliardi di euro destinati all’agricoltura.

Lollobrigida sottolinea anche il ruolo svolto dal vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto, ringraziato per il lavoro portato avanti in sede europea, pur in un contesto inizialmente sfavorevole. La nuova impostazione, aggiunge il ministro, riafferma che non saranno più i singoli governi a decidere se e come destinare le risorse, ma che sarà la Commissione a fissare l’ammontare da riservare in via esclusiva all’agricoltura.

Con una dotazione complessiva che per l’Italia arriva a 40,7 miliardi di euro, quasi dieci in più rispetto alla proposta originaria presentata dalla presidente Ursula von der Leyen, il settore agricolo italiano potrà contare, secondo il ministro, su basi più solide. “Gli agricoltori potranno svolgere il loro ruolo di garanti della sovranità alimentare e di custodi del territorio, vedendo riconosciuto un giusto reddito”, afferma Lollobrigida.

A livello europeo, l’aumento potenziale delle risorse potrebbe tradursi in un rafforzamento complessivo delle politiche agricole, con un incremento stimato fino a 94 miliardi di euro e un budget complessivo di circa 387 miliardi in sette anni. Una scelta che, secondo il ministro, riporta al centro uno dei pilastri storici dell’Unione europea, dopo anni in cui il settore primario è stato considerato marginale.