Welfare e denatalità, l’Enpaf rafforza il sostegno alla genitorialità dei farmacisti

L’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Farmacisti (Enpaf) amplia e rafforza il proprio impegno sul fronte del welfare, con un nuovo stanziamento destinato al contributo di sostegno alla genitorialità. La decisione è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione e rappresenta il consolidamento di una misura avviata nel 2024, rivolta ai casi di nascita, adozione e affidamento preadottivo.

Non si tratta solo di un intervento economico, ma di una scelta che si inserisce nel dibattito più ampio sulla denatalità e sull’emergenza demografica che attraversa il Paese. I numeri registrati nei primi mesi di applicazione spiegano il perché del rifinanziamento: dal settembre 2024 sono state 507 le prestazioni liquidate, per un importo complessivo di 513 mila euro, segnale di un utilizzo concreto e diffuso.

Alla conferma delle risorse si affianca anche un allargamento della platea dei beneficiari. L’importo del contributo resta invariato – 1.000 euro, che salgono a 1.500 euro in caso di parti gemellari, adozioni o affidamenti plurimi – ed è destinato a farmacisti e farmaciste iscritti all’Enpaf che esercitano attività professionale, senza distinzioni di categoria. Cambiano invece i requisiti di accesso, resi più inclusivi: l’anzianità minima di iscrizione e contribuzione scende da 5 a 3 anni, la soglia ISEE sale da 30.000 a 35.000 euro e il limite del patrimonio mobiliare passa da 40.000 a 50.000 euro, con un incremento di 5.000 euro per ogni componente del nucleo familiare oltre il secondo, fino a un massimo di 65.000 euro.

Maggiore flessibilità riguarda anche i tempi: il termine per presentare la domanda viene esteso da 180 giorni a un anno dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato. Il contributo è cumulabile con altri sostegni alla maternità, completamente esente da imposizione fiscale, e pensato per non sovrapporsi ma integrare le misure già esistenti.

L’iniziativa rientra in una strategia più ampia di welfare previdenziale integrato portata avanti dall’Enpaf, che comprende anche contributi per asili nido e scuole dell’infanzia, indennità di maternità, strumenti di conciliazione vita-lavoro, copertura sanitaria integrativa e borse di studio per i figli degli iscritti. Un sistema costruito tenendo conto della composizione della categoria: oltre il 70% dei circa 102.000 iscritti sono donne.

«Con il rinnovo di questa misura confermiamo in modo concreto il nostro impegno a favore delle farmaciste e dei farmacisti, in particolare delle giovani generazioni», spiega Maurizio Pace, presidente dell’Enpaf. «Vogliamo accompagnarli nella costruzione del loro percorso professionale e familiare, attraverso un welfare solido e responsabile, capace di rispondere alle sfide generazionali e demografiche del nostro tempo».

In un contesto segnato da calo delle nascite, invecchiamento della popolazione e bisogni sociali sempre più complessi, l’Enpaf punta così a rafforzare il proprio ruolo nel welfare integrato, coniugando equità, innovazione e risposte concrete per i farmacisti in tutte le fasi della vita professionale e personale.