Trump nega contatti con Putin sull’operazione in Venezuela e attacca Biden sulla guerra in Ucraina. Rispondendo alle domande dei giornalisti, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di non aver parlato con il presidente russo Vladimir Putin in merito all’operazione in Venezuela. Una precisazione netta, arrivata mentre continuano le tensioni internazionali legate agli equilibri geopolitici in America Latina e al conflitto in Europa orientale.
Nel corso delle dichiarazioni, Trump ha affrontato anche il dossier ucraino, ribadendo la propria insoddisfazione per l’andamento dei negoziati tra Russia e Ucraina sul piano di pace. Secondo il presidente americano, il processo non starebbe producendo risultati concreti e la responsabilità del conflitto sarebbe da attribuire all’amministrazione precedente.
Trump ha puntato il dito contro l’ex presidente Joe Biden, sostenendo che la guerra non sarebbe mai scoppiata se lui fosse stato alla Casa Bianca. Una linea già più volte ribadita dal presidente Usa, che continua a leggere il conflitto come il frutto di scelte politiche sbagliate dell’amministrazione democratica.
Il presidente ha poi toccato anche il tema energetico, soffermandosi sulla vendita del petrolio venezuelano a Mosca. Secondo Trump, le esportazioni di greggio verso la Russia aumenteranno sensibilmente rispetto al passato. Il motivo, ha spiegato, è legato alle carenze infrastrutturali di Caracas, che finora non disponeva delle strutture adeguate per sostenere volumi più elevati di produzione e vendita.
Le parole di Trump si inseriscono in un quadro internazionale già fortemente teso, in cui i dossier Venezuela, Ucraina e rapporti con la Russia continuano a intrecciarsi sul piano politico, militare ed energetico. Le sue dichiarazioni confermano una linea di netta discontinuità rispetto all’amministrazione precedente e rilanciano il dibattito sulle responsabilità del conflitto e sugli equilibri futuri tra le grandi potenze.







