Pecoraro Scanio: “Il 2026 sia l’anno dei piccoli comuni”

Un appello al governo per dedicare il 2026 ai piccoli comuni a rischio spopolamento ed estinzione. La richiesta arriva da Alfonso Pecoraro Scanio, già ministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente, oggi presidente della Fondazione UniVerde e del comitato scientifico di Campagna Amica. Secondo Pecoraro Scanio, il 2026 rappresenta un’occasione unica grazie agli Anni Internazionali proclamati dall’Nazioni Unite, dedicati ai pascoli e alla pastorizia, al volontariato per lo sviluppo sostenibile e al ruolo delle donne in agricoltura.

“Servono incentivi e detassazioni per chi mantiene o avvia attività commerciali, artigianali e agricole nei piccoli comuni, con particolare attenzione a giovani e donne”, afferma Pecoraro Scanio. A suo giudizio, gli Anni Internazionali Onu del 2026 possono diventare la cornice ideale per una strategia nazionale capace di incidere davvero sulle aree interne del Paese.

L’ex ministro chiede al governo un impegno chiaro e strutturato, che metta al centro i piccoli comuni e le aree interne, organizzando attorno a questo obiettivo tutte le iniziative italiane collegate agli appuntamenti internazionali promossi dalle Nazioni Unite. “Tradizioni, radici, identità culturale e ambientale non possono essere ridotte a slogan”, sottolinea, richiamando la dimensione concreta del problema.

Secondo Pecoraro Scanio, oltre 4.000 comuni italiani sono già colpiti dal fenomeno dello spopolamento e molti rischiano l’estinzione nei prossimi dieci o vent’anni. Una situazione che definisce una vera emergenza nazionale, da affrontare con politiche mirate e continuative, non con interventi episodici.

Al centro della proposta c’è l’incentivazione dell’insediamento dei giovani nelle aree interne, in particolare di coloro che scelgono di lavorare in agricoltura, nella pastorizia e nelle attività legate al turismo sostenibile. “Aiutare chi vive e lavora nei piccoli comuni significa difendere il territorio, prevenire il dissesto idrogeologico, tutelare il paesaggio e garantire una presenza attiva nelle aree più fragili del Paese”, evidenzia.

Da qui la richiesta di un programma nazionale dedicato espressamente agli Anni Internazionali del 2026, orientato allo sviluppo e al sostegno delle aree interne e dei piccoli comuni. Un’iniziativa che, secondo Pecoraro Scanio, dovrebbe trasformare un riconoscimento simbolico in politiche concrete. “Non possiamo continuare a parlare di radici italiane – conclude – mentre lasciamo morire una parte fondamentale del nostro Paese”.