Alberto Trentini e Mario Burlò hanno lasciato la prigione e sono finalmente liberi. Nel corso della notte sono stati trasferiti presso l’ambasciata d’Italia a Caracas.
Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “ho parlato con i nostri due connazionali, sono in buone condizioni e presto rientreranno in Italia”.
Secondo Tajani la liberazione di Trentini e Burlò è “un forte segnale” del governo venezuelano e della presidente Delcy Rodríguez.
Soddisfatta anche la premier Meloni che voluto ringraziare le autorità del Venezuela e le istituzioni italiane che in tutto questo tempo hanno lavorato “con impegno e discrezione”. Secondo le ultime notizie i due italiani sono già in viaggio verso l’Italia.
Trentini, cooperante veneziano di 46 anni, era detenuto da oltre un anno nel carcere di El Rodeo. Contro di lui non ci sono mai state accuse formali. Il suo arresto è avvenuto il 15 novembre 2024 durante una missione umanitaria con la Ong Humanity and Inclusion. In suo favore si sono mobilitate nel tempo associazioni umanitarie e forze politiche. Tante e le iniziative pubbliche e gli appelli alle nostre istituzioni. Più volte è intervenuta la famiglia di Trentini per sollecitare il nostro governo a chiedere con forza la sua liberazione. Molto attiva anche la Santa Sede sia con Papa Francesco che con Papa Leone.
La svolta è avvenuta con la fine del regime di Maduro e l’insediamento della nuova presidente Delcy Rodríguez, dopo l’intervento militare americano. Diverse sono le scarcerazioni annunciate dal Venezuela nell’ambito di un processo di pacificazione nazionale.







